«Prodi? Non è perfetto, ma resta il leader»

«Non sarà un sublime oratore ma per noi rappresenta il punto d’unità ed equilibrio»

Antonio Signorini

da Roma

Non ha detto «questo ci passa il convento», ma poco ci manca. Massimo D’Alema in questa nuova fase del centrosinistra non si è mai spostato di un centimetro dal sostegno pieno e incondizionato a Romano Prodi. Forse un modo per non trascinare le vecchie ruggini del ’98 anche nel terzo millennio oppure la presa d’atto che non c’è un candidato alternativo. Fatto sta che il presidente dei Ds si è lasciato andare a un commento non troppo lusinghiero per il Professore. «Prodi - si legge in un’intervista sul numero di Panorama in edicola - non avrà tutte le caratteristiche del leader politico, non sarà un sublime oratore. Ma è l’uomo che la gente aspetta e soprattutto colui che rappresenta nella sinistra il vero punto di unità». Insomma il candidato alla presidenza del consiglio - primarie permettendo - è il punto di equilibrio ed è il politico che raccoglie più consensi tra l’elettorato dell’Unione. Ma non è il migliore.
Che D’Alema non covi nessuna ambizione a sostituirlo risulta evidente dal resto dell’intervista, quando relega se stesso e il segretario del suo partito alla guida della «barca della sinistra». Lui vorrebbe essere «il timoniere alle partenze. Lì c’è il piacere del rischio, estro e il bisogno di conquistare a tutti i costi una posizione». Poi, aggiunge l’esponente della Quercia appassionato di vela, «il timone lo cederei a Fassino. Per la regata ci vuole la sua costanza. Devi saper affrontare il vento, addomesticarlo». Lo skipper? «Prodi - risponde D’Alema -. Dovrebbe fare quello che fa oggi il capitano di Luna Rossa, Francesco De Angelis. Lui quella barca la possiede tutta: dalla vite più minuscola alla vela più immensa. Potrebbe infastidirlo la bonaccia... Qualche attacco di barca insospettabile...».
Ieri l’attività politica della sinistra è stata monopolizzata da alcuni aggiustamenti tecnici alle procedure per le primarie. Nel pomeriggio Arturo Parisi ha convocato la riunione del tavolo delle regole con l’obiettivo di mettere a punto la bozza di regolamento che dovrà poi essere esaminata lunedì al vertice dell’Unione. È stato il primo vertice per le regole dopo il rilancio delle primarie. Rispetto a quanto era stato deciso nel gennaio scorso, la scelta del candidato del centrosinistra avverrà sulla base di collegi provinciali e non più delle circoscrizioni elettorali. Le primarie saranno aperte a tutti i cittadini, a patto che presentino un documento, la tessera elettorale, firmino un modulo nella quale si dichiarano elettori di centrosinistra e versino un contributo il cui importo deve ancora essere deciso. Chi si vorrà presentare dovrà depositare 10mila firme e non più 15mila.
Parteciperà anche Antonio Di Pietro che ieri ha chiesto alla Rai di dare più visibilità alla sua candidatura alle elezioni interne alla sinistra. Alla riunione di ieri è stato cancellato l’articolo che prevedeva, contestualmente alla scelta del candidato premier, l’elezione dei delegati dell’assemblea per il programma fissata per dicembre.