Prodi: "Il Nord è una priorità. Il raccolto si vede dopo cinque anni"

Il premier commenta il voto con una battuta laconica, poi prende tempo: "I risultati seri non si vedono dopo un anno, ma dopo cinque. Il risultato era assolutamente atteso"

Roma - "Il Nord è una priorità". Queste le parole del Presidente del Consiglio, Romano Prodi, che questa mattina ha incontrato a Palazzo Chigi il Presidente del Bureau International de Exposition, Jian Min Wu, ed il sindaco di Milano, Letizia Moratti. Il governo italiano appoggia la candidatura di Milano come sede dell’Expo 2015. I Paesi del Bie prenderanno la decisione sulle candidature per l’Expo 2015 nel marzo 2008. 

Aspettare cinque anni Poi il premier torna sul risultato delle elezioni amministrative all'assemblea della Confagricoltura. "Il dato era assolutamente atteso perché un presidente del Consiglio serio non si aspetta il raccolto dopo un anno, ma dopo cinque anni, al termine del ciclo normale della democrazia. È chiaro - ribadisce Prodi - che non sono soddisfatto del risultato, al nord del Paese c’è un disagio evidente nei confronti della politica". Quasi si scusa con gli elettori: "Ho fatto un programma per cinque anni, un programma serio che il primo anno deve essere necessariamente duro per riaggiustare le cose, e la politica deve prendersi questo rischio. Come voi, quando piantate una vite - dice usando una metafora adeguata alla platea - non vi aspettate il raccolto dopo il primo anno ma dopo cinque anni, così un premier serio non si aspetta il raccolto dopo il primo anno ma dopo cinque anni, al termine del ciclo naturale della democrazia".

Il problema del Nord "Non c’è dubbio che sull’esito del voto amministrativo ha fatto presa, soprattutto al Nord, lo slogan di Berlusconi di un governo di tasse". A riconoscerlo è il presidente del Consiglio, Romano Prodi, a margine dell’assemblea di Confagricoltura. Prodi garantisce che "certamente ci saranno meno tasse, ma solo quando ci sarà l’equilibrio dei conti pubblici perché non voglio che il Paese vada in malora. Non mi interessa nulla di una effimera popolarità. Io voglio guarire l’Italia»". Poi sulla richiesta di dimissioni glissa con una battuta: "Se passasse questa logica, Berlusconi avrebbe dovuto dimettersi quattro volte. Quando era al governo, in quattro tornate di amministrative, ha preso quattro batoste da olio santo".

La risposta al Nord La risposta alla questione settentrionale emersa dal voto di ieri, è semplicemente quella di dare al Paese "un governo serio ed efficiente che sappia prendere decisioni come facciamo continuamente". È l’analisi del premier Romano Prodi, che parla con i cronisti lasciando l’assemblea di Confagricolutura. Alle richieste del Nord si risponde "governando bene: il settentrione si aspetta un governo serio ed efficiente. È una bella sfida, ma sono tranquillo perché ho in testa una ripresa economica, e lavori pubblici che stiamo impostando dopo un vuoto finanziario in questo settore. Anche il problema della sicurezza - continua Prodi - è affrontato in maniera concreta, a livello locale, e non a livello astratto e generale. E poi - aggiunge - ci sono altre cose su cui sto riflettendo e che tra qualche giorno esporrò". E a chi accusa il governo di non essere in grado di prendere decisioni, come ad esempio gli imprenditori, Prodi risponde fermamente: "Noi prendiamo decisioni continuamente. I frutti di queste decisioni non sono immediati ma verranno".