Prodi parla al Senato: "Sono fiducioso vedremo domani". Dall'Unione solo tre applausi. Fini: "Pochezza sconcertante"

Il premier annuncia: &quot;Rispondendo all'invito del presidente Napolitano, consideriamo nostro dovere mettere mano a una sua pronta riforma”. Fini: <strong><a href="/a.pic1?ID=160190">&quot;Ha recitato un banale compitino&quot;</a></strong>

Roma – "Sono qui per chiedere il rinnovo della fiducia, per riprendere con determinazione e slancio ancora maggiori l'azione di governo". Comincia così, Romano Prodi, il suo discorso (33 minuti in tutto) più importante al Senato in vista del voto di fiducia di domani. In gioco c'è la sopravvivenza del suo esecutivo. "Ho affermato - ha aggiunto il premier - che questa è una crisi politica e dunque il governo e la maggioranza ne devono trarre fino in fondo l'insegnamento di metodo e di merito. Questa crisi si colloca nella transizione istituzionale incompiuta avviata nel Paese negli anni '90 e il nodo principale è rappresentato dalla legge elettorale, per questo, rispondendo con convinzione all'invito del presidente Napolitano, consideriamo nostro dovere mettere mano ad una sua pronta riforma”.

 

Una "dedica" speciale al senatore Pallaro Il quadro della politica estera del governo tracciato dal presidente del Consiglio, sottolinea "l'impegno a sostenere e valorizzare il patrimonio degli italiani nel mondo che noi tutti, nei decenni scorsi, abbiamo largamente trascurato". Un passaggio che è stato sonoramente contestato dall'opposizione che ha letto nell'appunto del premier una "dedica" al senatore Pallaro che ha annunciato il suo voto a favore della fiducia. Prodi ha infatti sottolineato, prima di far sollevare qualche mormorio, che "la presenza in Parlamento dei rappresentanti degli italiani all'estero è il segno felice di una inversione di tendenza".

Pronti a inviare nuove truppe all’estero "Sulla pace non chiedo sconti ma una visione complessiva. Con questa frase il premier tiene a precisare un concetto chiave. Al di là dei singoli provvedimenti ciò che i parlamentari della maggioranza devono vedere è lo sforzo unitario volto a sostenere una politica estera coerente con gli impegni internazionali, per la promozione della pace nel mondo". Tema difficile da far digerire a certi “disobbedienti” e uomini della sinsitra più radicale che siedono in parlamento. "Il perno della nostra politica è l'articolo 11 della Costituzione – dichiara il premier -. Solo in un quadro multilaterale è possibile far progredire i conflitti e far avanzare la lotta per la tutela dei diritti umani".

Palestina e Balcani Il governo italiano continuerà a fare "ogni sforzo affinché Israele e la Palestina possano finalmente essere due popoli e due stati", in grado di vivere in "pace e sicurezza uno accanto all'altro”" Il premier ricorda inoltre il ruolo svolto dall'Italia sul fronte internazionale, dai Balcani al Medio Oriente con la missione di peacekeeping in Libano, ricordando come, quando è necessario, il governo è pronto anche a inviare truppe in nome della “pace e della stabilità”. “I nostri soldati – ha aggiunto il premier - sono portatori di una cultura di dialogo e di aiuto, non di scontro. A loro va una ammirazione che so essere condivisa da tutte le forze politiche di questo Parlamento”.

Il premier si autopromuove in economia "L'azione di questo governo ha positivamente stimolato la crescita economica e messo sotto controllo i conti pubblici. Ad affermarlo è il premier Romano Prodi che nel suo intervento al Senato ha affermato "è stata ridotta la distanza con gli altri paesi Ue". "Tra ottobre e dicembre il ritmo di crescita è accelerato, il tasso di sviluppo è arrivato al 2%, più di quanto previsto" ha proseguito il premier aggiungendo che in futuro "pensiamo di fare ancora meglio". "Sono consapevole - ha precisato il premier - che non tutto il merito dei risultati" riguardanti la ripresa economica "sia da attribuire al nostro governo. Ma ora ci dobbiamo a impegnare a non vanificare gli importanti risultati conseguiti".

Le nuove promesse del governo "Introdurremo modifiche sul calcolo dell'Ici per la prima casa in modo da prevedere significative riduzioni per le famiglie. Affronteremo la questione delle pensioni più basse, procedendo anche all'unificazione degli enti previdenziali e assistenziali. Al Paese è necessario - ha aggiunto il premier - un federalismo fiscale in un quadro di equità".

Rilancio della concertazione Il premier rilancia la "concertazione" per ridare competitività all'Italia e definire la crescita compatibile. Il premier, parlando al Senato, ribadisce con forza questo concetto, garantendo che l'Esecutivo riprenderà questa strada già nei prossimi giorni. E al riguardo ricorda come l'Italia abbia dato le migliori prove grazie ad una "azione comune e concordata, ed alla coesione" che hanno consentito prima la ricostruzione e poi la lotta al terrorismo e l'impegno per l'ingresso nell'area euro.

Solo tre applausi per il premier Sono solo tre gli applausi che partono dai banchi del centrosinistra per il premier: il primo, dopo 25 minuti di discorso, quando Prodi parla degli aiuti alle famiglie per la casa e della riduzione dell'Ici; il secondo, ma è bipartisan, quando il presidente del Consiglio esprime solidarietà per chi è stato minacciato dal terrorismo; l'ultimo al termine del discorso, alle 17,40. Molti invece gli applausi ironici dai banchi della Cdl scanditi da chi, a turno, sbeffeggia gli annunci e le promesse del premier con un "ma bravo, bravo...". 

Il cornetto portafortuna di Sircana Prima del discorso a palazzo Madama riunione lampo del Consiglio dei ministri, durata 10 minuti. Prodi ha informato i ministri sulle dichiarazioni che si apprestava a fare. Il presidente del Consiglio ha scelto di percorrere a piedi il breve tratto di strada che separa Palazzo Chigi da Palazzo Madama. Insieme al presidente il portavoce dell'Esecutivo, Silvio Sircana, e la scorta. Per tutto il tragitto, Prodi ha conversato fitto fitto con Sircana e un altro consigliere alla presidenza del Consiglio, salutandoi passanti. Nei pressi dell'ingresso di piazza San Luigi dei Francesi, Prodi è stato anche avvicinato dal finto Bruno Vespa il quale ha provato a chiedere al Professore: “Ce la facciamo?”. Il premier ha risposto soltanto con un lungo sorriso e alzando il braccio destro. Va registrato, come nota di colore, il fatto che per tutto il tragitto Silvio Sircana ha tenuto in mano un piccolo oggetto che alla fine ha mostrato ai cronisti: si trattava di un cornetto portafortuna di color argento, con il quale il portavoce del premier ha a lungo giocherellato durante la passeggiata.