Prodi può mandare a bagno i lavori del torrente Bisagno

Se Prodi non manterrà gli impegni di Berlusconi i lavori del Bisagno andranno a bagno. E dei trecento milioni promessi potrebbero restare solo i 90 già arrivati dall’ex governo. «Dipende tutto dalla prossima Finanziaria - spiega l’assessore comunale Valter Seggi -: speriamo che venga inserito quel finanziamento da 50 milioni di euro che l’ex presidente del Consiglio e l’ex ministro dei lavori Pubblici Lunardi ci avevano garantito grazie alla rinegoziazione dei mutui contratti per i lavori delle Colombiane, nel 1992. Altrimenti non potremo terminare l’opera che comunque era stata inserita nell’elenco dei provvedimenti per le dieci emergenze nazionali, tra le quali c’era, appunto il torrente Bisagno».
Intanto i lavori proseguono alla Foce dove, sottoterra, a una profondità di 2 metri e mezzo, si danno il cambio squadre di una sessantina di operai con doppi turni giornalieri di 8 ore ciascuno, più straordinari in momenti di particolare necessità, per esempio le gettate di consolidamento dei piloni che sostengono la galleria. È stata terminata la parte alla sinistra del torrente, mentre attualmente i lavori si concentrano sul lato Aci dove si vede un cantiere solo apparentemente deserto. «I cittadini non devono preoccuparsi se non si vedono operai al lavoro e non si sentono rumori - spiega Seggi - visto che è proprio questo che deve succedere. Tra i vincoli del cantiere ci sono proprio l’insonorizzazione della galleria durante i lavori e la copertura antipolvere».
I tempi con i quali procedono i lavori sono regolari. La chiusura del cantiere è prevista nel 2009, per un totale di quattro anni di interventi. «Per finire questa parte i soldi ci sono - spiega Seggi -, poi vedremo se le intese che sono state sottoscritte con Berlusconi verranno portate avanti anche da Di Pietro e Prodi. Il Comune di Genova ha concluso da tempo la progettazione completa dell’opera, come anche la Provincia che ha progettato lo scolmatore. Ma senza altri finanziamenti il cantiere potrà andare avanti ancora due anni, e poi basta».
Tutto inutile allora? «Non è proprio così perché già adesso con la pioggia eccezionale di fine agosto la galleria ha tenuto anche se i lavori sono ancora in corso», dice Seggi. Sarà, ma Genova non merita un’altra delusione come quella del terzo valico.