Prodi regala i nostri soldi all'estero

Dal governo 30 milioni di euro per finanziare corsi di formazione professionale nei collegi elettorali di senatori e deputati dell'Unione. A Basilea c'è il bonus per il "divario culturale"

Milano - La Befana di Prodi per i residenti all’estero è arrivata un po’ in anticipo. Esattamente alla fine di luglio, quando il ministero del Lavoro ha stanziato 30 milioni di euro da spendere in 36 mesi «per la formazione degli italiani che vivono fuori dall’Unione europea». L’intervento, si legge sul sito del ministero guidato dal ds Cesare Damiano, è previsto da un decreto legislativo del 1998 ed è rivolto a risolvere «carenze del sistema di formazione del Paese ospitante o difficili condizioni socio-economiche degli italiani all’estero». A gestire la mole di denaro sono «Consolati e Comunità italiane, attraverso gli organismi rappresentativi (Comites)».

Le stranezze. I destinatari del progetto sono «lavoratori italiani in età compresa tra i 18 e i 64 anni». Dunque, mentre in Italia il governo ha speso 7,5 miliardi di euro in 10 anni per abolire lo scalone Maroni, che alzava da 57 a 60 anni l’età pensionabile, lo stesso governo all’estero spende 30 milioni di euro per formare sessantaquattrenni. Ma le stranezze non finiscono qui. A godere dei finanziamenti sono infatti città ricchissime, che in molti casi coincidono con i collegi elettorali dei senatori dell’Unione eletti all’estero e che garantiscono la sopravvivenza del governo a Palazzo Madama. Scorrendo l’elenco dei Paesi si resta infatti un po’ sorpresi. Chi vive negli Usa non si è visto arrivare nemmeno un euro, e questo sarebbe comprensibile se 600mila euro non fossero finiti nel relativamente vicino (e ricchissimo) Canada. Ma non a Toronto, dove vive la comunità italiana più grande, bensì a Vancouver.

Il caso Svizzera. La vicinissima e ricchissima Svizzera ha invece incassato ben 5,5 milioni di euro, con Lugano (a meno di 50 km da Como) che si è vista arrivare un assegno da un milione di euro, superata solo da Zurigo (1,4) e Berna (1,15 milioni) e davanti a Losanna (750mila), Basilea (650mila) e Ginevra (550mila euro). Casualmente la Svizzera è anche il collegio elettorale di Claudio Micheloni, membro del direttivo Ds elvetico ed eletto con 47.891 voti al Senato nella circoscrizione Europa.

Il Sudamerica esulta. Meno bizzarra (o forse no) anche la scelta di destinare 350mila euro alla città turca di Smirne e altrettanti a Manila, nelle Filippine. Chi sorride di più è l’Argentina, bacino elettorale del senatore Luigi Pallaro, indipendente che milita nelle fila dell’Unione eletto nel Sudamerica e decisivo per la sopravvivenza del governo. L’Argentina è infatti destinataria di ben 7 milioni di euro, quasi il 25% del finanziamento: 3 milioni a Buenos Aires, 1,35 a La Plata, 1,1 milioni a Cordoba, 800mila euro a Bahia Blanca e 750mila euro a Mar del Plata. L’America Latina in generale è il continente più «premiato» dal governo. Anche il Brasile ha ricevuto 5 milioni di euro: 2,2 milioni a San Paolo, 1 milione a Porto Alegre, un altro a Rio de Janeiro e 800mila euro a Curitiba. A Santiago del Cile sono arrivati 1,3 milioni di euro, 800mila a Bogotà in Colombia, mentre Montevideo (Uruguay) ha a disposizione 2,5 milioni di euro. Stessa cifra stanziata per il Venezuela, dei quali 1,9 milioni sono destinati a Caracas (collegio elettorale e patria natìa della deputata ds Mariza Bafile) e 600mila euro a Maracaibo.

Da San Paolo ad Asmara. In Sudafrica sono arrivati «solo» 800mila euro (200mila a Cape Town, altrettanti a Durban e il doppio a Johannesburg). Stesso continente, ma più a Nord, ecco i 900mila euro per Algeri, i 450mila euro destinati a Casablanca in Marocco e i 400mila diretti ad Asmara, in Eritrea. Per una curiosa coincidenza, c’è qualcosa che unisce la città africana con quella di San Paolo, in Brasile. Anzi, qualcuno: il senatore dell’Ulivo Edoardo Pollastri, eletto in America meridionale, che è stato vicepresidente delle Acli nella città paulista e vicerettore dell’Università di Asmara, in Eritrea, come si legge nella biografia del suo sito. Curiose coincidenze. Con i 650mila euro destinati ad Adelaide in Australia, i 900mila di Città del Messico il conto è presto fatto: 30 milioni di euro.

La protesta. Il primo ad accorgersi dello scandalo era stato Salvatore Ferrigno, parlamentare di Forza Italia eletto in America Settentrionale. «Si stanziano 900mila euro per l’Algeria dove sono presenti 441 italiani che non hanno certo bisogno di essere formati. Infatti, per l’80% sono professionisti o laureati, il rimanente 20% imprenditori. A cosa servono dunque questi soldi? A formare cammelli forse?». Lo stesso Ferrigno si è poi lamentato per il trattamento riservato agli italiani residenti negli Usa, che sono rimasti a bocca asciutta. «Quella comunità è stata letteralmente ignorata, eppure è una delle più numerose al mondo. Quindi, a questo punto, mi chiedo: perché i soldi del contribuente italiano debbono fare questa fine?». Una domanda che va girata direttamente a Prodi.
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