Prodi: riecco le liste di proscrizione Bondi: il Professore è un mestatore

Il coordinatore di Forza Italia: «Il leader dell’Unione distorce il pensiero e le parole»

da Roma

Divampa violento lo scontro nella terra di frontiera tra i due poli, ovvero la Rai. Il leader dell’Unione, Romano Prodi, apprende all’aeroporto di Barcellona le dichiarazioni di Berlusconi e reagisce: «Ricominciano le liste di proscrizione, come dopo Sofia». Sollecitato dai cronisti, aggiunge: «Al di là di queste parole che mi sembrano ridicole, Berlusconi è l’unico imprenditore che si lamenta della sua azienda e fa sempre più soldi». Immediata la controreplica del portavoce di Berlusconi, Paolo Bonaiuti: «Prodi ama tanto la libertà che la vuole tutta e soltanto per sé e per la sinistra, a Berlusconi non concede neanche la libertà di replicare».
Meno ironiche le risposte che arrivano da Forza Italia e An. Per il coordinatore azzurro, Sandro Bondi, «Prodi non è altro che un volgare mestatore politico, un uomo politico che distorce consapevolmente il pensiero e le parole del suo avversario per potergli attribuire i disegni più turpi non può essere considerato un interlocutore credibile...». Il suo vice, Fabrizio Cicchitto, rileva come la situazione sia «paradossale: il trattamento che viene riservato dalle tv, non solo della Rai, al premier e all’intero centrodestra è quello descritto da Berlusconi». Cicchitto ricorda che «quando al governo c’erano loro e presidente della Rai era Zaccaria, ci siamo trovati davanti a una gestione bulgara della Rai, in sistematica violazione della tanto osannata par condicio...».
Si associa alle parole del premier anche il ministro della Comunicazione, Mario Landolfi (An): «Il tiro al premier è tutt’ora lo sport più praticato su tutte le tv, non solo sulla Rai, e su gran parte della stampa nazionale». Dello stesso parere il capogruppo di An in Vigilanza, Alessio Butti, secondo il quale la «violenza contro il governo e in particolare Berlusconi va ben al di là e al di sopra anche della normale e comprensibile satira e normale informazione». Secondo Alessandra Mussolini la «vera anomalia in Italia è che l’informazione sia così condizionata dalla politica», ma «non è certo colpa di Berlusconi, perché il condizionamento viene dalla sinistra».
Dall’Unione fioccano le accuse. «L’insofferenza alle critiche e alla satira è un chiaro segnale di debolezza - dice il leader verde Alfonso Pecoraro Scanio -. La sua disperazione è tale che anche Celentano diventa un pericoloso sovversivo». Secondo Beppe Giulietti (Ds) il premier «passa ormai le sue giornate a stilare liste di proscrizione con i nomi delle persone a lui sgradite». Renzo Lusetti (Dl) parla di «aggiornamento dell’editto bulgaro che portò all’estromissione dalla Rai di Biagi e Santoro». «Ridicolo e assurdo che Berlusconi tenti di passare per vittima», dice Marco Rizzo (pdci). E Carlo Rognoni (Cda Rai, ds), promette battaglia: «Se qualcuno pensa che i nomi che il premier ha citato possano diventare i nuovi capri espiatori si sbaglia di grosso. Ai deliri questa volta nessuno darà certo retta. Se, come Santoro, Berlusconi si dimettesse da parlamentare, anche lui potrà andare ospite a Rockpolitik...».