Prodi si attacca a un pugno di voti e al Senato ottiene la fiducia a tempo Berlusconi: "Follini determinante"

Marini annuncia il risultato del voto al Senato: 162 voti a favore, 157 contrari. Il quorum era di 160 voti, il governo ottiene la fiducia. Il premier ribadisce che l'esecutivo non si occuperà più delle unioni civili: "Il governo ha fatto la sua parte, ora la parola passa al parlamento". Andreotti "aiuta" l'esecutivo uscendo dall'aula. Follini va con la sinistra e vota sì. Anche Pallaro e Turigliatto si allineano. Il no di Cossiga. Forza Italia: "La fase 2 del governo Prodi precede il collasso". Berlusconi: "Follini determinante, snaturata la maggioranza uscita dalle urne"

Roma – Dopo una due giorni estenuante Romano Prodi ottiene la fiducia al Senato. Franco Marini legge il risultato: il margine è risicato, 162 voti contro 157, ma quanto basta per continuare a governare il Paese. Il quorum richiesto, con 320 senatori presenti e 319 votanti, era infatti di 160 voti. Il presidente del Consiglio è visibilmente soddisfatto: "Ora andiamo alla Camera". I ministri e i capigruppo del centrosinistra si complimentano con lui. Pericolo scampato. Ma ancora molti nodi restano aperti, come la questione del rifinanziamento dell'Afghanistan e le unioni civili. Alcuni dei senatori che hanno votato sì hanno già fatto sapere di avere posizioni critiche su questi delicati punti. Al voto decisivo non hanno partecipato i senatori a vita Giulio Andreotti e Sergio Pininfarina. Hanno votato sì i senatori a vita Colombo, Ciampi, Scalfaro, Levi Montalcini. Ma l'opposizione smorza gli entusiasmi della maggioranza, che considera a tempo.

Berlusconi: snaturata maggioranza uscita dalle urne Il voto di Marco Follini è stato "determinante" per far passare la fiducia: questo significa che "non solo non hanno la maggioranza nel Paese, ma soprattutto hanno snaturato la maggioranza uscita dalle urne grazie alla quale mantengono in vita il governo". Così il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi ha commentato con alcuni parlamentari il voto di oggi in Senato. Nel ragionamento del Cavaliere, ovviamente c'è più Follini che Pallaro perché avrebbe osservato il Cavaliere "chi ha votato per l'Unione non ha votato certo per uno che è stato vicepremier nel mio governo e segretario di un partito del centrodestra. È un governo a termine - avrebbe aggiunto il Cavaliere sempre secondo quanrto si apprende dalle stesse fonti - in cui oggi si sono sentiti dei senatori pronunciare un sì e tre no: no all'Afghanistan, no alla Tav, no alle pensioni. Un governo a termine che non durerà".

"È iniziata la fase 2 del governo, ma è quella che precede il collasso finale". Lo dice il vice coordinatore di Forza Italia Fabrizio Cicchitto. "Per poter sopravvivere alla sua pseudo maggioranza - sottolinea - Prodi è costretto a parlare solo dei titoli delle questioni controverse e poi di tramutare il governo in una sorta di bicamerale impropria per l'elaborazione di una nuova legge elettorale. Di conseguenza Prodi esce debolissimo da questo confronto. Quanto alla sua maggioranza essa è solo numerica e non politica, viste le sue interne differenze".

Il giorno più lungo del governo Prodi è stato caratterizzato da un dibattito molto vivace in Senato. Tra i discorsi più attesi c'era quello dell'ex segretario dell'Udc.
Follini, sì alla fiducia Continua a sedersi tra i banchi dell'opposizione il leader dell'Italia di mezzo, ma dichiara il proprio sostegno al governo di centrosinistra: "Se il governo avrà oggi la maggioranza dovrà evitare di chiudersi in un fortilizio e dovrà avere un orizzonte più ampio, usando molto ago e filo per rammendare un tessuto di regole che molti hanno strappato", ha detto Follini nel suo intervento. "Personalmente non sono qui per ricevere allori, ma per condividere queste difficoltà, e proprio queste difficoltà mi spingono oggi a dare al suo governo il mio voto di fiducia". Nessuna contestazione, nessun "buh", solo qualche commento sottovoce. Il centrodestra accoglie con freddezza, anzi con un "quasi silenzioso" gelo, l'intervento dell'ex segretario dell'Udc.

D'Onofrio: non c'è coesione sulla politica estera "Altro che coesione del governo. Il governo Prodi non aveva alcuna coesione capace di affrontare i problemi di cui l'Italia soffre. E questa crisi, infatti, si è aperta proprio per mancanza di coesione del governo su punti fondamentali di politica estera". Lo ha detto il presidente dei senatori dell'Udc, Francesco D'Onofrio. "Il governo Prodi è l'ostacolo per la risoluzione della crisi politica e il completamento della transizione italiana".

Castelli: Prodi tace su troppi temi "Lei ha detto di non essere uomo per tutte le stagioni. Siamo d'accordo. La sua stagione è finita. La parola al popolo". Roberto Castelli, capogruppo della Lega in Senato ha chiuso così la sua dichiarazione di voto sulla fiducia al governo Prodi. Castelli ha elencato i "molti temi" su cui "Prodi tace" e cioè "si farà o no il nuovo traforo del Frejus? Cambierete la legge Biagi? Le pensioni? I Dico. O li sostiene o li ritira. Cosa farete sull' immigrazione? Una cosa è certa - ha aggiunto - la stragrande maggioranza degli italiani non ne può più di voi". Una stoccata polemica anche per Turigliatto a cui Castelli si è rivolto. "Pochi giorni fa ha annunciato che si sarebbe dimesso. Eccolo lì, sul suo scranno, a difenderlo e a difendere quello dell'Unione".

Matteoli: comunque vada Prodi è alla fine Il capogruppo di An Altero Matteoli nel confermare, in dichiarazione di voto, il no alla fiducia al governo parla di una "replica impacciata" da parte di "un Prodi tremolante ed in evidente difficoltà. Prodi - ha osservato Matteoli - ha cercato un ultimo disperato tentativo non dicendo nulla di impegnativo perché non può più farlo, stretto nella tenaglia dei suoi alleati divisi su tutto. Sui Dico è stato ambiguo ma ha confermato nella sostanza la volontà di approvare una legge anche se è chiaramente consapevole che il governo non ha i voti per farlo".

Russo Spena: niente rigidità e dogmatismi Rifondazione comunista conferma la fiducia al governo Prodi. Nella dichiarazione di voto, il presidente dei senatori del Prc, Giovanni Russo Spena, ha affermato: "E' bene che ogni forza partecipi alla costruzione della sintesi, senza perdere l'anima, senza negare se stessa, ma senza inutili rigidità e dogmatismi". Secondo Russo Spena "l'unità della coalizione, della maggioranza" non può vivere "solo nella ingegneria delle mediazioni istituzionali. Questo governo non deve temere la piazza, che, insieme al parlamento, costruisce la nostra democrazia".

Schifani: finto spostamento al centro Il "finto spostamento al centro, dimostrato dalla presenza di Marco Follini" fra coloro che voteranno si alla fiducia, "non sopirà che per poco le pretese della sinistra estrema". Così il capogruppo di Forza Italia Renato Schifani per motivare il no di questa sera alla fiducia. "Lei ha fatto campagna acquisti da un lato e costretto al silenzio tutti i dissidenti: non si governa così un Paese e chi voterà oggi la fiducia al suo governo dovrà riflettere molto sulla fatica che farà per spiegare questa scelti agli italiani".

Finocchiaro: al primo punto la politica estera "Abbiamo apprezzato il discorso del presidente del Consiglio Prodi e condividiamo la scelta di priorità che ha indicato. Ne sottolineiamo la piena coerenza con la promessa fatta agli elettori e l'utilità per l'Italia e condividiamo la scelta di Prodi di mettere ai primo punto le questioni di politica estera, in assoluta coerenza con le dichiarazioni del ministro D'Alema". Così Anna Finocchiaro, a nome dell'Ulivo, conferma l'apprezzamento per le linee dell'azione di governo espresse dal premier Romano Prodi. La capogruppo dell'Ulivo, poi, sfida il centrodestra a un'opposizione costruttiva: "Ma davvero pensiamo che la scelta dell'alternanza debba significare per un Paese che ha bisogno di profonde riforme in settori strategici per lo sviluppo, che le regole debbano cambiare ad ogni cambio di maggioranza?", si chiede polemicamente la Finocchiaro.

Cossiga: voto no ma non passo all'opposizione Il senatore a vita Francesco Cossiga ha parlato per ultimo, annunciando il suo voto contrario al governo. L'ex capo dello Stato ha precisato, comunque, di non voler passare all'opposizione. "Con profondo rammarico voto contro la fiducia al governo di sinistra-centro, soprattutto per coerenza con cinquant'anni di vita politica buona parte della quale intessuta in relazioni di particolare collaborazione con gli Stati Uniti, con il Regno Unito e con l'allora Germania Occidentale a guida socialdemocratica.

Il discorso del premier L’attesa replica del premier Romano Prodi trova il Senato al gran completo. Ad affollare l’aula di palazzo Madama, oltre ai giornalisti, c’è anche un nutrito gruppo di deputati, che siedono nei posti riservati al pubblico. Prodi sa bene che il momento è di quelli importanti, non sono ammessi errori né tentennamenti. In gioco c’è la vita dell’esecutivo da lui presieduto. E per questo il premier va subito al sodo. “Mai come in questo momento si accendono possibilità di speranza e ottimismo” per l'economia italiana. Prodi chiede però che questo momento positivo sia “accompagnato da una politica economica forte, decisa e che coinvolga tutto il Paese”. Il premier parla apertamente di “una svolta” che si legge anche dalla crescita al 2%. “Ora - ha aggiunto - dobbiamo confermare e aumentare questa crescita perché solo così possiamo affrontare i problemi di redistribuzione del reddito, gli aiuti alle categorie meno abbienti, le ricerca. Dobbiamo prepararci a fare quel salto avanti che il paese deve fare nel prossimo futuro”. “Il governo è deciso a non abbandonare la strada maestra del risanamento dei conti pubblici. Non vogliamo oscillare tra lassismo e rigore”.
Unioni civili: la parola al parlamento “Il governo ha presentato il suo disegno di legge in parlamento e con questo ha esaurito il suo compito. In parlamento sono già pervenute diverse proposte, della maggioranza, del governo e dell’opposizione. Ora tocca al parlamento dare vita a un testo di legge sul quale si possano trovare ampie convergenze. Mi aspetto che si possa arrivare a soluzioni condivise. Un tema così delicato deve essere affrontato senza preclusioni, assicurando a tutti la libertà di coscienza”.
Afghanistan: prosegue l’impegno per la pace Il presidente del Consiglio ha voluto sottolineare “l’impegno per la pace che il governo ha concretizzato in questi mesi spendendo fatti e non parole”. “Ho chiaramente affermato e confermo che noi agiamo su un doppio binario: mantenere l'impegno con gli alleati ma anche” l'impegno a “lavorare in modo intenso e continuo per lavorare a un accordo politico”.
Legge elettorale: prematuro indicare il sistema "Bisogna ridare al cittadino al possibilità di scegliere", ribadisce Prodi a proposito della riforma elettorale, ma il premier non entra nei dettagli tecnici né accenna a possibili modelli di riferimento o luoghi di confronto tra maggioranza e opposizione perchè sarebbe "prematuro tratteggiare modelli e luoghi".