«Prodi si comporta peggio di Pilato»

da Roma

La sinistra vuole smantellare la famiglia. Il centrodestra non è affatto convinto che la questione Dico sia chiusa e garantisce il suo pieno appoggio al senatore Giulio Andreotti, per la sua battaglia contro il disegno di legge che punta a riconoscere i diritti delle coppie di fatto, etero ed omosessuali.
La prima ad attaccare il premier è la vicepresidente degli azzurri a Montecitorio, Isabella Bertolini. «Anche sui Dico, Prodi è peggio di Pilato - dice la Bertolini -. Il professore ha fatto finta di lavarsene le mani ma in realtà vuole portare avanti il disegno del suo governo: smantellare la famiglia».
Per la Bertolini i cattolici che militano nella maggioranza sono stati messi a tacere troppo facilmente. «I cattolici del centrosinistra, si faranno umiliare dal caos unionista? L’esecutivo è allo sbando, fa acqua da tutte le parti anche sui Dico - osserva la Bertolini -. Ma non passeranno. Noi non permetteremo l’approvazione in Parlamento di una legge mediocre, ingiusta, che danneggia i deboli e fa da battistrada al matrimonio gay». Bertolini conclude promettendo di difendere «la famiglia così come voluta dalla Costituzione, come cardine della nostra società e dei nostri valori etici e religiosi».
Si dice preoccupato Riccardo Pedrizzi, responsabile nazionale di An per le politiche della famiglia. «Non condividiamo l'esultanza di certi cattolici per le parole di Prodi sui Dico - osserva Pedrizzi -. Il premier non ha rinnegato il ddl approvato dal suo governo, non vi ha rinunciato, non lo ha accantonato, non lo ha archiviato. In effetti ha solo detto, com’è ovvio, che ora è il Parlamento a doversene occupare». Secondo Pedrizzi «l’unico modo per togliere di mezzo una volta per tutte i Dico, cari cattolici del sinistra-centro era quello di non votare la fiducia al governo che li ha varati. E le dichiarazioni del ministro Pollastrini e di autorevoli esponenti della maggioranza, come il presidente della commissione Giustizia del Senato, Cesare Salvi, stanno lì a confermarlo: i Dico non sono morti ma vivi e vegeti». Quindi Pedrizzi promette di vigilare e tenere alta la guardia per non far passare una legge che «discrimina la già discriminata famiglia».
Il capogruppo Udc alla Camera, Luca Volontè, attacca il diessino Franco Grillini, presidente onorario dell’Arcigay che ieri aveva criticato Giulio Andreotti definendolo «omofobo» perché aveva bocciato i Dico.
«L’unica ossessione di Grillini sono i privilegi ai gay - dice Volontè -. Come ieri, anche oggi è tornato a scagliarsi contro il senatore Andreotti perché ha dichiarato che non voterà i Dico-gay».
Anche Maurizio Gasparri di An attacca Prodi. «Dire di volere lasciare libertà di coscienza è un modo approssimativo e temporaneo per rimandare la soluzione del problema alla più grande lacerazione del governo Prodi: quella sui Dico - osserva Gasparri -. È chiaro, invece, che su questo aspetto Prodi e i suoi hanno intenzione di andare avanti procedendo con una legge sfascia famiglie, contro la quale parte della sua stessa risicata maggioranza, che ieri gli ha ridato fiducia, è contro. Si rinvia un esito scontato, sul quale il governo Prodi presto cadrà».