Prodi: "Siamo usciti dall'emergenza" Berlusconi: "Manca di realismo"

Il premier fa il bilancio di fine anno: &quot;Chiuderemo meglio del previsto con un deficit intorno al 2%&quot;. Siluro a Dini: &quot;Un governo si abbatte con un voto di sfiducia non con un'intervista&quot;. Il Cavaliere: <strong><a href="/a.pic1?ID=230159">&quot;Prodi è senza coscienza delle difficoltà del Paese&quot;</a></strong>

Roma - Ottimismo e fiducia nel futuro. Romano Prodi più che agli italiani sembra volersi rivolgere, nel consueto bilancio di fine anno, ai membri più riottosi della sua maggioranza, Dini in primis, che lo tengono appeso al filo. Il presidente del Consiglio snocciola i dati e ostenta soddisfazione, sembra quasi voler dire: "Vado avanti anche senza di voi". Ma i numeri li avrà? Finora ha governato a colpi di fiducia (più di trenta volte) restando in piedi grazie al sostegno decisivo dei senatori a vita. Nei prossimi mesi si vedrà. Intanto, a gennaio, ci sarà la verifica della maggioranza e non è da escludere che vi possa essere un rimpasto di governo, magari con il taglio di qualche ministero, tanto per ribadire l'intenzione, più volte manifestata, di voler ridurre i costi della politica.

Siluro a Dini A una precisa domanda sullo stato di salute dell'esecutivo il professore risponde mandando un siluro a Lamberto Dini: "Un governo si abbatte con un voto di sfiducia, non ci sono interviste, dichiarazioni che tengano. E, anche se non c’è l’istituto della sfiducia costruttiva, bisogna pensare a quel che viene dopo e immagino che tutti, a cominciare dal senatore Dini, facciano queste riflessioni". Prodi dice di "non capire" Dini anche sul piano dei contenuti, visto che il governo ha ottenuto "risultati ben migliori di ogni previsione" sul piano della riduzione della spesa pubblica e del deficit. "Per votare contro il governo occorrono motivazioni, anzi occorrerebbero" continua il premier.

"Usciti dall'emergenza" "Chiuderemo l'anno meglio del previsto - rivela il premier - con un deficit intorno al 2%. Siamo usiti dall'emergenza. Abbiamo aggredito il debito, abbiamo risparmiato soldi e speso bene. La messa in ordine dei nostri conti farà scendere il rapporto debito/pil sotto il 100%, liberando risorse e contribuendo ad aumentare la velocità di crescita".

Disoccupazione Il capo del governo ricorda che negli ultimi 25 anni mai la percentuale di disoccupati è stata così bassa, al 5,6%.

Resta l'incertezza Prodi è costretto ad ammetterlo. Il governo ha portato avanti "un rigoroso risanamento dei conti pubblici, realizzato in appena un anno e mezzo di governo. Nonostante questo, esiste una mancanza di fiducia molto diffusa, esiste un clima di insicurezza che appesantisce e non consente di camminare spediti".

Lo sguardo al futuro Il 2008 sarà "un anno cruciale che divide a metà la legislatura", durante il quale sarà necessario "proiettare l’Italia nel futuro. Dovremo riuscire a scrollarci di dosso insicurezza e sfiducia".

Welfare "Le difficoltà nel mondo del lavoro sono rappresentate dalla mancanza di tutele e di ammortizzatori sociali, ma l’approvazione dei un pacchetto welfare 'saggio e equilibrato' ci consente di porre un freno alla precarietà diffusa e di puntare invece verso una flessibilità equilibrata e necessaria".

Sicurezza sul lavoro "E' diventata la grande emergenza nazionale. Sono cifre assurde ma credo che quest’anno, ed era tempo che avvenisse, ci sia stato un maggior grando di consapevolezza di questa piaga. Il premier ha poi invitato tutti, sindacati e imprese, "ad assumersi ora le proprie responsabilità".

"Liberalizzazioni, andiamo avanti" La strada delle liberalizzazioni "non è indolore per le categorie toccate", ma è l’unica che "può garantire un graduale abbassamento dei prezzi e un miglioramento dei prodotti". Uno dei problemi dell’Italia, un Paese dove "sono incrostate rendite di posizione", è "il familismo corporativo". Per questo quello delle liberalizzazioni "è uno sforzo che non è finito", e anche se sono misure "non indolori per le categorie toccate", il governo ha il dovere di "guardare al bene comune per non cadere nel particolare".

"Pubblica amministrazione più snella" È necessario "far marciare" il motore della pubblica amministrazione per renderla "più snella e leggera" e, dunque, "al servizio dei cittadini". "Lo faremo da gennaio", ha assicurato. Prodi ha aggiunto che c’è bisogno di una pubblica amministrazione "al passo coi tempi", che sappia rispondere alle "esigenze dei cittadini".

Alitalia Sul futuro della compagnia aerea il premier annuncia: "Decideremo entro la metà di gennaio senza tenere conto delle proteste, né delle pressioni perché venga assunta una soluzione efficace, che venga incontro agli interessi del Paese. Abbiamo ricevuto il rapporto della compagnia, lo leggeremo e il governo deciderà rapidamente, entro la metà di gennaio. Abbiamo avviato una procedura di grande trasparenza, sollecitando tutti coloro che avevano la possibilità di intervenire per prendere in mano le sorti della compagnia: sia imprese straniere che imprenditori italiani. Ora - prosegue il premier - abbiamo due prospettive soltanto e dobbiamo scegliere la migliore".

Legge elettorale La legge elettorale "è uno dei temi fondamentali" però non è compito del governo "ma del parlamento, che la deve fare con una amplissima maggioranza" ha ribadito Prodi sottolineando che questa riforma deve dare "governabilità, stabilità, alternanza. Mi sembra che l’inizio del dialogo sia stato ottimo - ha proseguito il presidente del Consiglio - ma questo inizio di dialogo non ha ancora registrato se in parlamento ci sia una maggioranza necessaria per fare la riforma elettorale". Per Prodi inoltre questa riforma "deve andare in parallelo con la riforma costituzionale" che comprende tra l’altro i regolamenti parlamentari che, a suo giudizio, "sono quasi più importanti di qualsiasi altra riforma". Il premier ha osservato poi come prima dell’attuale normativa elettorale c’era il Mattarellum, "una buona legge riformata però a colpi di maggioranza per tentare di vincere le elezioni ma - ha concluso - non ci sono riusciti". Prodi ha detto che è importante, sulla legge elettorale che "non vi sia una messa fuori gioco dei partiti minori perché questo non è nelle mie intenzioni e mi batterò perchè non avvenga".

Il caso Speciale Sulla vicenda dell'ex comandante della Gdf Roberto Speciale "possono essere stati fatti errori procedurali ma nella sostanza è stato esercitato un potere legittimo". Il premier ha sottolineato come la sentenza del Tar sia stata frutto "solo di questioni procedurali" e come il generale Speciale, per i suoi "comportamenti" non sia certo "stato messo su un piedistallo. Sui contenuti - ha rimarcato Prodi - il governo non ha nessuna difficoltà a mettere in chiaro la sua posizione. Ci sono dei principi in uno Stato democratico e il potere politico ha la possibilità di esercitare le nomine negli apparati dello Stato".

Pannelli solari C'è spazio anche per il contentino ambientalista nella conferenza stampa di fine anno. "Il 2008 sarà l’anno in cui la macchina dello Stato si farà verde, ponendosi all’avanguardia nell’uso delle tecnologie di risparmio energetico - spiega Prodi -. Doteremo di pannelli solari tutti gli edifici pubblici, che non siano di valore storico, artistico o architettonico, a partire dalle scuole. Da gennaio verrà introdotto l’obbligo per la pubblica amministrazione di installare esclusivamente lampade ad alto livello di risparmio energetico, così da arrivare entro tre anni alla completa sostituzione delle lampade ad alto consumo".