Prodi stizzito: "Ci lascino governare"

"Stiamo rispettando gli impegni presi con l'Europa. Ma il nostro compitpo ora è quello di far crescere i tassi di sviluppo più degli altri Paesi dell'Ue"

Bruxelles - Accerchiato, si difende. "Ora ci lascino governare: abbiamo dall’Europa indicazioni di obiettivi precisi e noi li rispettiamo". Usa una  secca assicurazione, Romano Prodi oggi da Bruxelles, tornando a parlare di conti pubblici. Il premier ribadisce che il governo è in regola con le richieste europee e che è ora di pensare allo sviluppo. Il dovere del governo in questa fase è "di far crescere i tassi di sviluppo per raggiungere e superare gli altri paesi europei", naturalmente "mantenendo una politica di rispetto rigoroso e coerente" dei conti pubblici.

Rigore e sviluppo Il premier, dopo aver assicurato che procederà attraverso "un rigoroso e coerente rispetto dei conti pubblici", ha spiegato che dopo le critiche di ieri del commissario Joaquin Almunia è andato a "rivedersi i conti", avendo così la conferma che nel periodo in cui era lui al governo, questi erano "calati". Quindi una battuta da parte del premier: "Ci hanno riconosciuto tutti gli sforzi compiuti, addirittura l’Ocse ha definito i nostri aggiustamenti 'impressive'. Ma non può essere 'impressive' tutti gli anni, può essere 'impressive' un anno ma deve essere 'intelligence' gli altri". Sviluppo, sviluppo e ancora sviluppo, quindi per il presidente del Consiglio, che al convegno delle camere di commercio a Bruxelles ha spiegato che se negli ultimi 12-13 anni "non si fosse persa la coscienza dello sviluppo non saremmo così, ma molto più avanti".