Prodi stronca il Pd federale chiesto da Cofferati

Il Professore interviene a gamba tesa nel dibattito sull’ipotesi di strutturare il partito guidato da Veltroni secondo un'impostazione federale: "Non si possono cambiare le basi ogni due mesi". Ma il sindaco di Bologna replica: "Non cambio idea"

Bologna - Non si placa lo scontro fra prodi e Cofferati sull'ipotesi del Pd federale "allargato" o meno alle macroregioni. Prodi stronca la proposta, ma il sindaco di Bologna risponde seccamente: non cambio idea.

"Il Pd è nato come partito su base federale regionale. Allora non si possono cambiare le basi ogni due mesi, seguiamo le regole del Pd e andiamo avanti". Così il presidente del Consiglio dimissionario Romano Prodi, interviene da Bologna nel dibattito innescato da alcuni sindaci, primo fra tutti Sergio Cofferati, circa l’ipotesi di strutturare il partito guidato da Walter Veltroni secondo una impostazione federale, ma che segua delle macro regioni. Secondo Prodi, dunque, la struttura del Pd deve restare sulla misura regionale e federale, e non secondo l’idea di Cofferati che riguarda zone geografiche più ampie, divise fra Nord, Centro e Sud.

Cofferati replica: non cambio idea "Ho il massimo rispetto e considerazione per l'opinione del presidente, ma non cambio idea". In serata Sergio Cofferati è nuovamente intervenuto replicando a Prodi sulla struttura del Pd. "La proposta che ho fatto di futuro assetto del Partito Democratico non credo abbia bisogno di modifiche statutarie - ha spiegato il sindaco di Bologna - ma, se anche così fosse, se il cambiamento è utile, non vedo perché non ipotizzare anche un adeguamento dello statuto. Un solo partito, un solo segretario: E il nuovo assetto federale, insieme al radicamento in ogni territorio, è utile che aggiunga un coordinamento politico delle macroaree che hanno forti identità e relazioni sociali ed economiche tra di loro, a cominciare dal nord".