Prodi su Alitalia: sì ad Air France

L’esecutivo, sebbene senza pieni poteri, ha accettato l’offerta. Oggi Spinetta incontrerà i sindacati privati della sponda politica dopo l’ok di Palazzo Chigi

Roma - Il governo ha detto sì ad Air France-Klm. Ieri sera il Consiglio dei ministri, convocato ad hoc per valutare l’offerta su Alitalia, si è concluso con il formale via libera all’Ops franco-olandese che valuta i titoli della compagnia 9,99 centesimi.

In pratica, l’affare è fatto considerato che il Tesoro ha in portafoglio il 49,9% delle azioni del vettore. Il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, nel corso della riunione ha sostanzialmente sintetizzato ai colleghi i contenuti dell’offerta vincolante presentata dal gruppo guidato da Jean-Cyril Spinetta. Il premier Romano Prodi ha «espresso condivisione» in merito ai contenuti della lettera che lo stesso Tps invierà ad Alitalia contenente l’impegno ad aderire sia all’Ops sia all’Opa sulle obbligazioni. E tanto è bastato considerato che solo 12 ministri del pletorico esecutivo a 25 erano presenti. Gli altri 13, compresi i «battaglieri» Di Pietro e Ferrero, erano tutti in campagna elettorale.

C’è un «però»: il commitment del ministero non sarà vincolante nel caso in cui uno o più soggetti dovessero lanciare un’offerta pubblica concorrente migliorativa rispetto a quella francese e via XX Settembre la accettasse. Tale intendimento, si legge nella nota, è volto «a tutelare i principi di trasparenza e non discriminazione previsti dalla normativa sulle privatizzazioni e in linea con la disciplina delle offerte pubbliche».

Il rispetto delle regole è fondamentale, soprattutto in ottica europea. Tra le condizioni poste da Air France-Klm, infatti, figura un prestito-ponte da 300 milioni erogato dal Tesoro ad Alitalia per garantire la continuità aziendale prima dell’aumento di capitale targato Parigi. Questa volta da Bruxelles non dovrebbero giungere particolari opposizioni considerato che è uno dei big del trasporto aereo a sponsorizzare il presunto aiuto di Stato e non la piccola compagnia italiana.

Più difficile sarà la trattativa con i sindacati. Spinetta, già da ieri sera a Roma, incontrerà questo pomeriggio insieme con il suo omologo italiano Maurizio Prato i rappresentanti delle nove sigle del trasporto aereo nella sede di Alitalia alla Magliana. Si tratterà di stabilire quanto le parti siano disposte a venirsi incontro, ovvero quante e quali concessioni i francesi siano disposti a lasciarsi strappare. «Faremo una battaglia per ridurre gli esuberi - ha annunciato il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni - visto che Air France ha acquistato gratis la nostra compagnia». Il collega della Cgil, Guglielmo Epifani, è ancor più agguerrito: «Il sindacato ha le spalle larghe per dire un sì o un no, con tutte le conseguenze che ciò comporta: serve un confronto vero». L’ok di Palazzo Chigi, però, fa venir meno un’importante sponda per il sindacato.

La rappresentanza dei piloti, invece, è stata negativamente impressionata dall’intenzione franco-olandese di sospendere le attività cargo entro il 2010, ma è possibile che su questo punto si possa trovare un’intesa. Altrettanto importante sarà la mediazione governativa sulla questione Malpensa. Secondo alcune indiscrezioni, il premier Prodi avrebbe chiesto a Sea, la società di gestione degli scali milanesi, di ritirare la richiesta di indennizzo da 1,25 miliardi nei confronti di Alitalia per l’abbandono dell’hub varesino.

L’accelerazione decisa dall’esecutivo ha scontentato pure l’opposizione, intenzionata ad affrontare il tema subito dopo la tornata elettorale. Il capogruppo della Lega Nord alla Camera, Roberto Maroni, aveva definito «oscena, inaccettabile e offensiva» l’offerta di Air France. Più possibilista il presidente di An, Gianfranco Fini, secondo cui «il caso Malpensa va tenuto staccato dalla vicenda Alitalia» perché la compagnia rischia il fallimento. Per l’azzurro Giorgio Jannone «il governo Prodi, pur in assenza dei pieni poteri, ha deciso di svendere Alitalia».