Prodi tace sui Dico. "Legge elettorale? Non ho piani"

Nel dibattito alla Camera per la fiducia il premier rispolvera le 281 pagine del suo programma: "Molto criticato e sfottuto, ma noi lo seguiamo facendo una politica seria". Il presidente del Consiglio non nasconde le difficoltà ad andare avanti ma scarica su parlamento e partiti la responsabilità di attuare la riforma elettorale. Silenzio sui Dico

Roma – “Il governo ha avviato interventi coerenti con il programma di 281 pagine, un programma molto criticato e sfottuto, ma noi lo seguiamo facendo una politica seria”. Nel suo intervento alla Camera per il voto di fiducia al governo, Romano Prodi, ribadisce l’intenzione di andare avanti. Il premier, però, non nasconde le difficoltà e punta il dito contro la legge elettorale. "L'instabilità che questa legge elettorale ha dato all'Italia è responsabile della crisi”. Sulla riforma per ora ci sono "poche convergenze, ma è naturale che in una prima fase ci siano più divergenze. La legge elettorale è un tema che non è nelle mani della maggioranza. Tutti però accettano che il tema sia sul tappeto, perchè nessuna voce difende l'attuale legge-pasticcio". "Non ho in questo momento nessun piano preciso - ribadisce Prodi -. Uno dei nostri primi impegni è stato ed è quello di dialogare consapevolmente con tutte le forze politiche e in particolare con le forze del Parlamento".

Politica economica Prodi sottolinea con toni entusiastici la politica economica del suo governo: "Ho affrontato con assoluta consapevolezza il rischio di un calo di popolarità. Se non avessimo preso le misure che abbiamo preso non avremmo potuto iniziare l'azione di risanamento. I risultati del risanamento sono più forti di quanto prevedessimo. Abbiamo elementi per cominciare a pensare che questa strategia stia dando i frutti che volevamo".

Tempi maturi per il federalismo fiscale Il presidente del Consiglio propone di cambiare due punti della Costituzione: la composizione delle Camere ed il federalismo fiscale. "Il federalismo fiscale - dice Prodi - è un tema chiaro e maturo, perchè si è lavorato sulla materia. Per la solidità della ripresa, abbiamo bisogno del senso di autonomia ed autogestione degli enti locali, cominciando dalle regioni. Il federalismo - continua Prodi - deve essere responsabilizzante, un federalismo in cui vi sia un patto di stabilità fra governo ed enti locali. Questo il federalismo fiscale che riteniamo prioritario per ottenere una democrazia governante".

Nuove promesse: la pressione fiscale diminuirà "La pressione fiscale deve diminuire, diminuirà. Stiamo articolando nuove misure sulla casa e sulla politica sociale. Lo faremo sempre nel rispetto dell'obiettivo del risanamento dell'economia. Abbiamo cominciato a costruire l'avanzo primario per ridurre il debito pubblico, superiore al pil annuo. L'obiettivo è consegnare a fine legislatura un Paese risanato e ad alto livello di sviluppo. La crescita resta infatti l'obiettivo principale del governo. La ripresa è favorita dalle ristrutturazioni attuate".

Politica estera: l’impegno per la pace Sulla politica estera “ribadisco le scelte fatte dall'Italia negli ultimi sei decenni, di collocazione tra i maggiori sostenitori delle Nazioni Unite, nel centro di un'Europa politicamente unita, legata agli Usa, fedele alle alleanze stipulate”. Una politica estera che costituisce un “patrimonio comune a tutti noi”, e che “ha radici nell'articolo 11 della Costituzione”. Per il governo, ha sottolineato Prodi, “la pace è fondamento ed obiettivo della politica estera italiana”

Liberalizzazioni: non sono cose minime "Abbiamo cominciato a scrostare interessi storici, consolidati, spesso legittimi ma che stavano fermando il nostro Paese. Qualcuno ha detto che ci siamo occupati solo di cose minine. Banche, assicurazioni, servizi pubblici ed energia non credo che siano cose minime perchè riguardano la vita quotidiana dei cittadini", rivendica il premier ottenendo il primo convinto applauso dell'aula. Prodi dice che si continuerà su questa strada: "aprire i mercati alla concorrenza ha irritato tante categorie, ma noi quelle decisioni le abbiamo preso lo stesso. Ne prenderemo altre estremamente importanti. Non ci fermiamo, non ci fermiamo assolutamente, perchè questa è la strada del rilancio".