Prodi taglia, gli atenei chiudono le biblioteche

Giovanni Buzzatti

Un mese fa, al termine del colloquio con i rettori delle università lombarde, il ministro Mussi assicurò: non ridurremo gli stanziamenti agli atenei. Peccato che ad aumentare - e di molto - saranno invece i fondi che le stesse università dovranno dare allo Stato per contribuire al risanamento delle finanze pubbliche. Una scelta che potrebbe avere effetti anche sugli studenti. «Dovremo tagliare dove già abbiamo risparmiato - spiega Marcello Fontanesi, rettore della Bicocca -. Vorrà dire aule, biblioteche e laboratori aperti per meno ore, meno servizi informatici e vigilanza». Alla Statale si spera in un aumento della matricole «per scongiurare aumenti delle tasse» aggiunge il rettore Enrico Decleva, che definisce la norma «un taglieggiamento». «Una fregatura - aggiunge Fontanesi - per chi, come noi, ha fatto il possibile per tagliare le spese».
La colpa è del maxi emendamento al decreto Bersani-Visco appena approvato. (...)