Prodi taglia le tredicesime

Un impiegato delle Fs racconta: &quot;Nella busta paga di quest'anno 152 euro in meno&quot;. Intanto tra tasse, bolli, mutui e bollette <strong><a href="/a.pic1?ID=228316">va in fumo la tredicesima</a></strong>

Milano - «Mi ritrovo 150 euro in meno nella tredicesima. Eppure non ho uno stipendio da nababbo». Luciano è un impiegato delle Ferrovie dello Stato, abita in una piccola città di una Regione rossa. Il suo sfogo è uguale a quello di tanti italiani del ceto medio stritolati da un fisco sempre più invasivo. Aliquote, addizionali, imposte locali da un lato; inflazione, raffica di aumenti e super benzina dall’altra annunciano un 2008 all’insegna della recessione, certificata anche dalle simulazioni del Giornale pubblicate nei giorni scorsi e dalle associazioni dei consumatori. «Il mio stipendio? Quando è grasso - dice al telefono Luciano - arriviamo a 1.800 euro mensili. Una cifra commisurata alle responsabilità di chi, come me, opera in un’azienda che ha dirette responsabilità sulla sicurezza di milioni di persone».

L’ironia della sorte si nasconde dietro le mille cifre della busta paga che ci ha fornito. Dicembre 2007, netto a pagare 3.253,23 euro: 12 mesi fa erano 3.405,97 euro. «Mancano 152,74 euro nonostante un aumento di anzianità, a parità di presenze e di indennità di trasferta. Come potete rilevare - sottolinea - a dicembre 2006 e 2007 ho le medesime presenze e pressoché la medesima indennità di trasferta (204 euro nel 2006, 208 euro nel 2007) ed ho riscosso 152,74 euro in meno con una aliquota di tassazione altissima. Inoltre - aggiunge - ho anche avuto aumenti di anzianità nel 2007 e quindi la differenza è da considerarsi ancora più marcata».
Il confronto con il 2005 fa riflettere ancora di più: «Con il precedente governo, la mia tredicesima è stata di 3.366,42 euro. Quasi 40 euro in meno rispetto al 2006, 113 in più rispetto al 2007, ma in realtà a dicembre 2005 avevo solo 16 presenze contro le 21 degli altri due anni e oltre 60 euro di trasferta in meno».

Il salasso di fine anno si nasconde dietro le voci «trattenute» e «imposte» ed è consistente: 989,31 euro più 1.806,63 euro di tasse. Su quasi 6mila euro di compenso lordo, dunque (5.942,92 euro per l’esattezza) 2.689,69 euro finiscono tra Inps e fisco. Si tratta di più del 45% dello stipendio lordo ed è uno degli effetti delle nuove aliquote fiscali volute dal viceministro dell’Economia Vincenzo Visco. «È una vergogna portare la tassazione di un reddito da lavoro dipendente come il mio all’aliquota del 41%! Almeno voi ditelo che il governo Prodi ci sta riducendo alla fame!».

Luciano sorride amaro. «Con quei 152 euro avrei voluto fare a mia figlia un regalo più bello. Per fortuna che non ho da pagare un mutuo, visto che vivo nella casa che mi hanno lasciato i miei genitori, altrimenti sarei finto nei guai». Di rincari è costellato tutto il «suo» 2007. «Anche mia moglie che fa l’insegnante - racconta - ha visto 80 euro in meno nella sua tredicesima. Nella mia città l’Ici è praticamente raddoppiata (da 0,5% all’1%, ndr), mentre l’addizionale regionale Irpef è al livello massimo consentito. In più, poiché la nostra Panda è una Euro 0, ci è toccato anche pagare un sacco di soldi perché è considerato un veicolo inquinante». Il caro benzina, i rincari di alimentari e bollette ha fatto il resto.

È Luciano a puntare il dito contro la «controriforma fiscale» dell’esponente ds, che oltre ad aver ridotto la no tax area (la fascia di reddito al di sotto della quale non si pagano imposte, ndr), ha alzato le aliquote sui redditi e rimodulato il sistema di deduzioni e detrazioni ideato da Giulio Tremonti durante il governo Berlusconi per «tutelare le fasce deboli». Un sistema di dare e avere che anziché aiutare ha penalizzare proprio gli stipendi del ceto medio che si sarebbero voluti difendere. Eppure, in quei mesi, Visco si difendeva così dalle critiche del centrodestra: «La Finanziaria comprende una riforma fiscale a favore dei cittadini che hanno minori possibilità economiche, grazie a diversi strumenti come nuovi scaglioni fiscali, nuove detrazioni di imposta per lavoro e per carichi di famiglia, netto rafforzamento degli assegni familiari». Secondo i calcoli di Visco «un lavoratore dipendente con 28mila euro di reddito con coniuge e un figlio a carico guadagnerà 294 euro netti l’anno in più». Il caso «scuola» di Luciano dimostra esattamente il contrario.
felice.manti@ilgiornale.it