Prodi: tante parole, zero soluzioni

Vuole i tagli fiscali senza dire come trovare 10 miliardi; promette aumenti alla scuola senza spiegare dove recuperare le risorse. «Sono contento, ma la strada sarà lunga»

da Roma

Romano Prodi gongola, assicurando di essere uscito vincitore dal duello. «Ero ottimista anche ieri, oggi sono più contento». Il giorno dopo il match televisivo sorride anche non vuol dare l’impressione di sentirsi già il risultato elettorale in tasca: «E’ ancora un cammino lungo - spiega il candidato-ciclista - ci sono tappe di salita e tappe di discesa, poi ci sarà anche la volata finale», quella verso il 9 aprile. Sarà. Ma dietro il mare di parole di martedì sera c’era un vuoto di proposta che pochi hanno notato ma che invece dovrebbe far pensare.
BOLZANO Prendete il caso della città altoatesina citato dal Professore come esempio di come le cose vadano bene in Europa e male da noi, rimasto in mente a parecchi. Fare la spesa a Innsbruck costa davvero meno? Non per un cappuccino (1 euro e 30 da noi, 2-3 oltreconfine). La benzina certo che ha un prezzo inferiore, ma l’Austria è l’ottava esportatrice mondiale di energia, grazie ai suoi fiumi. Mentre in Tirolo ormai da anni spadroneggiano i supermarket che i prezzi li han controllati con l’introduzione dell’euro. Poi, piccola appendice non priva di rimprovero per Berlusconi: ma l’Austria non è quel paese risorto economicamente dopo la vittoria del centrodestra che Prodi, da presidente Ue, intendeva scomunicare?
TASSE Qui, anche i suoi alleati hanno dovuto ammettere che gli annunci di Prodi sono stati nebulosi. Il Professore insiste sul taglio di 5 punti del cuneo fiscale in un anno, ma non spiega come farà a recuperare i 10 miliardi di euro necessari. Ha fatto cenno alla tassazione della rendita fiscale (ma a chi? Che significa che i più deboli verranno salvaguardati? Deboli «quanto»?) ma già gli esperti parlano di soli 3 miliardi che si potrebbero recuperare. E gli altri? Nemmeno una parola sulla reintroduzione della tassazione su successioni e donazioni che Berlusconi ha detto che il centrosinistra vuole ripristinare. Un caso? Vuole una maggiore tassazione del lavoro precario in modo da favorire la ripresa di quello stabile. Ma è proprio sicuro che sarà così? Molto spesso è accaduto che, ad un aumento dei costi, tante aziende medio piccole preferiscano chiudere. E allora i ragazzi che dice di voler aiutare, si ritroverebbero per strada...
SCUOLA Contestazioni asprigne da parte del Professore sulla riforma Moratti e melodrammatica esaltazione degli insegnanti. Ci può stare, ma dove li pesca i soldi una volta che questi verranno a batter cassa? E della riforma che si fa? Una delle maggiori contestazioni degli studenti è che vi si prevede che nell’ultimo triennio si possa passare dallo studio al lavoro. Ebbene: l’unica prospettiva citata da Prodi è il ripristino degli istituti tecnici perchè «le aziende li reclamano». Ignorando che gli studenti preferiscono abbandonare quell’indirizzo perchè lo giudicano di scarsa prospettiva. La felicità, allora, è un istituto tecnico e il passaggio in fabbrica, magari dopo iscrizione al sindacato?
IMMIGRAZIONE Scandalo per le lunghe file alle poste (dimenticando magari quelle, ancor più lunghe, degli anni di governo del centrosinistra, davanti alle questure per i permessi di soggiorno), e si suggeriscono intese coi paesi mediterranei. Peccato che l’attuale governo le intese le abbia fatte, firmate. Ma che non siano tenute di conto dalle controparti. E i centri di prima accoglienza? Molti a sinistra ne reclamano la chiusura, ma Prodi non ne ha fatto cenno. Forse perchè sa bene che il terreno è minato, come per Tav, Irak, bioetica, interventi di politica industriale, scuola privata, Pacs e tant’altro ancora...
CONTI PUBBLICI Strano Prodi abbia ignorato la loro promozione, proprio poche ore prima, da parte della Ue, visto l’impegno al «rientro» assunto con l’ultima finanziaria. Come buffo è parso che non fosse a conoscenza della bocciatura dell’Irap da parte di Bruxelles, avvenuta qualche ora prima. Impossibile che sia giunto al faccia a faccia senza aver consultato le ultime notizie. Semplicemente ha svicolato sul tema, riuscendogli più facile dipingere un quadro a fosche tinte. Forse proprio perchè sa bene che al di là delle ricette spacciate come un rosolio, se dovesse salire a palazzo Chigi gli toccherà somministrare pillole al fiele a tutti i cittadini. Nessuno escluso: neanche i «più bassi», come si è lasciato scappare.
DIALOGO È la parolina magica con cui il Professore pensa di risolvere i problemi. Parlare, parlare, parlare. Peccato non abbia negato i 45 nuovi organismi (con relativi burocrazia e stipendi) che Berlusconi dice di aver intravisto nel programma ulivista. E peccato non gli si sia ricordato che parlare può servire, a patto che non si finisca alle calende greche. Che fanno perdere i contributi Ue (come accaduto spesso in passato) o rinviare ad un imprecisato futuro. Tra Dini, Prodi, D’Alema e Amato molto si è parlato di riforma delle pensioni, reclamata dalle Ue. Zero via zero. Berlusconi, arrivato a palazzo Chigi l’ha fatta. E non risulta che siano seguiti crolli o tsunami.