Prodi a valanga vola al 72 per cento Domenica di caos nei seggi fai da te

L’affluenza superiore alle attese coglie tutti di sorpresa. Bertinotti staccatissimo al 15%

Più di 400mila i lombardi che hanno risposto all’appello del centrosinistra per lo storico appuntamento con le primarie. Nessuna sorpresa, il risultato del voto è la fotocopia di quello nazionale. Romano Prodi travolge tutti (72,3 per cento a Milano a notte fonda e scrutinio già molto avanzato). Secondo Fausto Bertinotti con un distacco abissale (15 per cento), ma percentuali ben al di sopra di quelle a cui è abituata Rifondazione comunista. Dispersi tutti gli altri.
I milanesi sono andati sui camper, al Leoncavallo, nei ristoranti, alla Casa della Cultura, dal parrucchiere del Lorenteggio. Seggi insoliti, un’affluenza da record che ha sorpreso gli stessi organizzatori che a metà mattinata si sono ritrovati a far la spola tra le varie sedi per rifornirle delle schede. «Avevano calcolato male, non ci si aspettava tanta partecipazione», ammettono in piazza Frattini, dove a mezzogiorno la gente in fila si è già registrata per il voto, ma deve attendere le schede. Nel frattempo, riempiono le urne di vetro con le offerte obbligatorie di un euro, che quasi sempre diventano almeno cinque, dieci o addirittura cinquanta, da parte dei «compagni» più generosi. Il problema numero uno è la disinformazione dei votanti: molti si presentano al seggio sbagliato, o pensano di poter scegliere dove votare. Niente da fare: per tenere sotto controllo che nessuno voti più di una volta, all’indirizzo della sezione scritto sulla propria scheda elettorale ne corrisponde uno e quello soltanto in una delle sedi allestite dall’Unione. C’è anche un numero a cui rivolgersi per avere informazioni, peccato che non sempre siano corrette. Una donna arriva in bicicletta in largo V Alpini, le hanno detto che chi va solitamente alle urne nella scuola di via Moscati deve votare lì. Senza specificare che per alcune sezioni l’indirizzo è giusto, per altre il camper giusto è quello in piazza Gramsci, «che era pure di fronte a casa mia», si lamenta. «La disinformazione è stato il punto debole», ammette una delle volontarie al gazebo di largo V Alpini. In piazza San Babila il banchetto del centrosinistra funziona anche da punto informazioni. Alle 16 le rilevazioni parlano già di oltre 25mila votanti, e l’Unione di «straordinaria partecipazione». Dopo un calo di affluenza durante l’ora di pranzo, dopo le 14 e per tutto il pomeriggio le code sono di mezz’ora e fino ad un’ora un po’ dappertutto. Alle 16.30 alla sede dei Ds in via Garibaldi, dove votano gli elettori di tredici sezioni, si attende il quarto rifornimento di schede. «È lunga, ma ne vale la pena», sorride una donna scendendo dal camper di un militante trasformato in seggio in via Paolo Sarpi. Al Leoncavallo votano anche immigrati e fuori sede, al ristorante Tempio d’oro in via delle Leghe alle 18 scatta uno «sfizioso happy hour», come recita il cartello e l’attesa è meno pesante. Alle 22 ancora tanta gente in fila, molti seggi chiusi ben oltre l’ora di chiusura.