Prodi vira a sinistra solo per salvarsi il posto

Il Professore ricorda molto bene ciò che accadde nel 1998 quando, con una congiura a Palazzo, fu sbalzato per un solo voto dal governo che presiedeva per far posto al primo ex comunista che diveniva così presidente del Consiglio: Massimo D’Alema. Il Professore ricorda molto bene che, a cucinargli il piattino fu Fausto Bertinotti. Ora quindi, trovandosi nuovamente a capo del governo, ecco che Romano Prodi teme non Bertinotti che in questo momento siede sul terzo scranno della Repubblica, ma il suo partito unitamente a quello di Diliberto. Ora come allora sono questi due partiti che, assieme ai Verdi, potrebbero avere la necessaria spregiudicatezza per far cadere il governo se questo non fosse completamente accondiscendente ai loro voleri. Ecco spiegata la vistosa anomalia che vede una maggioranza di centrosinistra completamente spostata sulle posizioni della sinistra più estrema. Quindi Romano Prodi non solo è al governo per una manciata di voti contestati pure quelli, ma esercita il suo potere in funzione dei desideri e delle ambizioni di tre partiti che non superano tutti insieme il 10%!