«Prodi vuole far buttare le cucine agli italiani»

«L’Enel sarebbe costretto a interrare gli elettrodotti»

Anna Maria Greco

da Roma

Lampadine, frigoriferi, cellulari, antenne, forni a microonde: tutto fa elettrosmog. Un inquinamento da tenere sotto controllo, ma nel programma elettorale dell’Unione si propone una drastica diminuzione degli attuali limiti per i campi elettromagnetici, già più severi di quelli degli altri Paesi e approvati dall’Organizzazione mondiale della sanità e dalla comunità scientifica. Una «pazzia», per il viceministro per l’Istruzione Guido Possa. Che lancia l’allarme.
Onorevole, che cos’è questa storia che gli italiani dovrebbero rimettere a norma le cucine, a loro spese, se il centrosinistra andasse al governo e riuscisse a raggiungere il suo obiettivo?
«I nostri limiti di allarme per l’elettrosmog sono assolutamente adeguati a proteggere la salute dei cittadini. Ma secondo il centrosinistra i valori massimi ammissibili dovrebbero essere abbassati di centinaia di volte».
E che cosa comporterebbe questo?
«Conseguenze economiche pesantissime. L’Enel dovrebbe spostare o interrare i suoi elettrodotti vicini a centri abitati, spendendo varie decine di miliardi di euro e ben di più sarebbero i costi per i cittadini, perché improvvisamente le loro cucine diventerebbero in gran parte “inabitabili”. Per non parlare dei danni alla telefonia mobile. Tutto questo, senza nessuna necessità e nessun beneficio, provocando nella gente paure infondate».
Come fa a essere così sicuro?
«La nostra società si basa sui risultati della scienza e della tecnologia e se centinaia di studi, non contestabili, provano che i livelli attuali sono più che sicuri per la salute, proporre di abbassarli enormemente è solo oscurantismo, un malinteso principio di precauzione».
Ci saranno pure degli altri studi sui quali si basa l’Unione, per il suo programma.
«Se cento dicono una cosa e uno tira fuori risultati sballati, in contrasto con quelli universalmente accettati, vuol dire che non è attendibile. C’è sempre un cattivo scienziato, ma non si può dar voce a una voce isolata, fuori dal coro, solo per racimolare qualche voto in più».
Come si è arrivati a questo impegno formale da parte di tutti i partiti dell’Unione?
«Il fondamentalismo e l’assurda intransigenza dei Verdi stimolano questa battaglia da tempo e anche tra Ds e Margherita trovano agguerriti sostenitori. Nella scorsa legislatura, era il 2001, il centrosinistra cercò di far approvare nella legge-quadro sull’elettromagnetismo soglie più basse di oltre 100 volte quelle attuali. Oltre ai Verdi, alcuni Ds come Vincenzo Calzolaio ed esponenti della Margherita come Willer Bordon (che arrivò a collegare certe forme di leucemia alle antenne della Radio Vaticana, quando per gli scienziati è un falso assoluto), appoggiavano questa linea. Ma il tentativo fallì, mentre era al governo Giuliano Amato che avocò alla presidenza del Consiglio la competenza di fissare i limiti. Rimasero quelli riconosciuti dalla comunità internazionale, ma adesso l’Unione ci riprova. Nelle pagine 148 e 149 del suo programma ci si impegna a tornare ai principi della legge-quadro sull’elettrosmog approvata dal governo di centrosinistra, “modificando radicalmente i decreti attuativi del governo di centrodestra”».
Ma esiste in questo campo una verità scientifica condivisa, oppure no?
«Come ho detto, ci sono studi e ricerche di laboratorio molto seri e approfonditi che concordano su certi livelli di rischio. E sorprende il fatto che li contesti proprio il centrosinistra, che pretende sempre di avere una vicinanza al mondo scientifico maggiore del centrodestra. Il grave inasprimento della legislazione sull’elettrosmog proposto dall’Unione non ha alcuna giustificazione scientifica, è anzi un obiettivo totalmente anti-scientifico. E questo mi sembra un segnale allarmante».
La gente sa poco sui campi elettromagnetici e quindi teme che per interessi economici possano finire in secondo piano i rischi per la salute.
«Per questo è grave che l’ambientalismo radicale e irrazionale dei Verdi e il fondamentalismo ideologizzato di altri, per puri fini elettorali, diffondano tra i cittadini paure senza fondamento che strumentalizzano l’ignoranza in materia dei cittadini».