Prodotti? Macché, stili di vita

Columbia Records vende la musica su Internet. Nokia estende il suo business alla distribuzione di canzoni, giochi, mappe. Cambiano i modelli di business ma anche la nostra vita

In un anno le vendite di Cd sono calate del 30 per cento. E la Columbia Records, che ha Sony per casa madre, affronta l’allarme rosso affidandosi a una specie di guru barbuto e monumentale, Rick Rubin, a cui è stata data la carica di co-presidente. Rubin, che in ufficio non ci va mai e che anche se ci andasse verrebbe cacciato dalla security interna dato che ha il vezzo di girare con un aspetto da homeless, ha deciso che la casa discografica per sopravvivere deve puntare tutto sulla formula dell’abbonamento: 19 dollari al mese e scarichi tutta la musica che vuoi al cellulare, in casa, in auto. Giusto per dire come cambia il business nell’era di Internet.

Un altro salto epocale lo ha appena fatto Nokia. Che cos’è Nokia? Un produttore di telefonini: non uno qualsiasi, ma il più grande. Vero, fino alla scorsa settimana. Oggi Nokia però ha cambiato pelle quasi di colpo ed è una Internet company. Mobile, ovviamente. A dirlo non sono io, ma il suo presidente, Olli-Pekka Kallasvuo: “Saremo una azienda centrata sulla Web Experience”. Traduco: il nostro vero business sarà vendere contenuti.
La piattaforma su cui Nokia si giocherà il futuro si chiama Ovi, (letteramente “Porta”: ogni riferimento alle finestre di Windows è puramente casuale), su cui verranno integrati contemporaneamente servizi per il web e per i cellulari. L’obiettivo − è Nokia che parla − sarà quello di creare nuove comunità attorno alle reti di social-networking con le quali si possa interagire anche tramite telefonino. Ovi, che per ora si può solo “assaggiare” su http://ovi.nokia.com/ovi/app/ovi/flash/, si articola in quattro servizi principali orientati alla condivisione dei contenuti: Photos, per la creazione di album fotografici condivisibili; Map, per il download di mappe e guide; Music, per scaricare canzoni da catalogo; N-gage per giocare anche in multy-player e acquistare video games.
Negli ultimi anni siamo stati tutti a guardare ammirati e stupiti le capriole di Steve Jobs, che è riuscito a trasformare un produttore di computer in un’azienda difficile da definire, se non come come produttore di stili di vita (e di new business) per nicchie sempre più ampie di utilizzatori.

Ma il passaggio di Nokia è destinato a pesare molto di più sulla vita di tutti noi. A differenza di Apple, Nokia infatti dispone già di una base diffusa di un miliardo di cellulari, ma quel che più conta è che ne vende un milione al giorno. Se cambia il suo modello di business, cambierà di certo molto presto anche il nostro stile di vita.