«Produrrà energia pulita anche per le case vicine»

Adriano Alessandrini è favorevole al progetto: «Le famiglie potranno risparmiare, mentre lo smog prodotto dai camion sarà ridotto di molto»

Segrate si candida a ospitare il nuovo termovalorizzatore. Anzi, di più: il comune guidato dal centrodestra offre cinque aree tra cui scegliere la location dell’impianto che sostituirà quello obsoleto di Sesto San Giovanni. A firmare l’offerta è il sindaco Adriano Alessandrini: «I nuovi forni sono a "emissione zero" e in molti Paesi d’Europa vengono addirittura costruiti nel cuore delle capitali».
Messaggio chiaro, il termovalorizzatore non fa più paura.
«Gli impianti hi-tech annullano tutti i rischi ambientali. E, tra l’altro, contribuiscono a conservare pulito l’ambiente».
Affermazione che gli ambientalisti considererebbero un filino esagerata.
«Le nuove tecnologie dimostrano la veridicità e le cronache locali lo raccontano, provando ad esempio che il teleriscaldamento fa crollare i valori del Pm10 e risparmiare tonnellate su tonnellate di petrolio».
Dunque, non teme le resistenze di un’opposizione al termovalorizzatore...
«Considero fisiologica qualche forma di diffidenza. Comunque, per essere chiari, valuteremo nei prossimi mesi la possibilità di realizzare il nuovo impianto che potrebbe sorgere su un’area industriale al confine con Pioltello».
Un passo indietro. Qual è però il vantaggio di costruire un impianto a due passi dal centro abitato?
«Be’, un primo vantaggio è l’abbattimento dello smog prodotto dalla circolazione dei camion diretti alla discarica».
Ma i residenti che ci guadagnano?
«Con gli impianti di ultima generazione è possibile, ad esempio, convogliare il calore prodotto dal forno nelle condotte del teleriscaldamento e, quindi, produrre energia pulita a costo zero per le abitazioni».
In soldoni, il termovalorizzatore serve a tagliare le bollette?
«Naturalmente, perché produce energia che garantisce l’autosufficienza. E, attenzione, produce pure effetti ecologici».
Quali?
«Un esempio sta nella dismissione delle vecchie caldaie di riscaldamento e, conseguenza, l’abbattimento dell’inquinamento atmosferico».
Secondo il cronoprogramma della Regione, la realizzazione dell’impianto dovrebbe essere nel 2009. Concorda sulla tempistica?
«Il percorso è lungo ma l’attesa vale la pena. E pure il risparmio».
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