Il produttore: «Una città avara»

Genova è bella, ma chi di professione dice di volerne sfruttare le qualità per trasformarla in un set naturale rischia solo di fare dei danni. È quanto sostiene Angelo Rizzoli, produttore cinematografico, che è rimasto scottato dall’esperienza avuta con la film commission «GenovaSet», creata proprio dal Comune. Le parole di Rizzoli non lasciano spazio alle interpretazioni. A proposito delle riprese di «48 ore», la fiction ambientata a Genova e in onda da martedì 2 maggio su Canale 5, spara a zero: «È stata una bella soddisfazione, ma quanta fatica - attacca il produttore -. Dalla città non abbiamo avuto alcun aiuto, neppure la più piccola agevolazione. E pensare che abbiamo dato lavoro a tanti giovani attori liguri. Abbiamo creato dell’indotto».
Genova è da sempre una location ideale per film e serie tv. Anche prima che il Comune creasse la film commission autori e produttori giravano all’ombra della Lanterna. Ma non si aspettavano niente in cambio. Ora che c’è una società fatta apposta per dare una mano, le pretese ci sono e sono doverose. Ma, evidentemente, vengono tradite. Non la pensa così, naturalmente, Andrea Rocco, il responsabile di Genova Set, che replica a Rizzoli: «Da parte nostra hanno sempre sostenuto il massimo sostegno, tutti i permessi necessari, tutte le agevolazioni e le convenzioni scontate - garantisce -. Forse volevano dei soldi? Quelli non glieli abbiamo dati, non lo facciamo mai».
Claudia Gerini, la protagonista femminile, si è anche trovata molto bene a Genova, a Nervi, dove ha soggiornato dall’aprile al luglio del 2005 per le riprese. Ha amato la città e le sue atmosfere. Tutto bello, come Genova. Tranne la figura che ci ha fatto non tanto la città, quanto chi la amministra. Presentando la fiction, tutta Italia ha scritto di Genova. E della sua avarizia. «Sia emotiva che economica», come ha sottolineato Rizzoli.