Il Prof ci ripensa: sì al bonus auto

L’incentivo andrà dai 700 ai 1.200 euro. Contributi anche per chi
cambia gli elettrodomestici. Dopo un lungo tira e molla il governo cede
alle richieste dei costruttori. Convinto anche Pecoraro Scanio

da Milano

Alla fine, dopo un lungo tira e molla, il governo ha deciso di riproporre nel 2008 gli incentivi alla rottamazione delle automobili inquinanti. Il provvedimento, insieme alle novità contenute (incluse anche le Euro 2, immatricolate prima del gennaio 1997, oltre alle residue Euro 0 ed Euro 1), è stato accolto positivamente dal mondo delle quattro ruote, in particolare dal gruppo Fiat (più 2,45% a 17,69 euro la chiusura ieri sera del titolo in Borsa dopo una mattinata con il segno meno) che sulla vicenda ha fatto sentire tutto il suo «peso». Nelle scorse settimane l’amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, si era incontrato a Palazzo Chigi con il premier Romano Prodi. Pressioni, in proposito, ci sarebbero state con il ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, l’esponente del governo che sino all’ultimo ha messo i bastoni tra le ruote. Lo stesso ministro proprio ieri ha cambiato atteggiamento riconoscendo che «con i nuovi criteri ci saranno benefici anche per l’ambiente: non resta che sperare - ha aggiunto - che il Parlamento migliori ulteriormente la norma e introduca un meccanismo premiante per chi acquista auto con emissioni inferiori a 120 grammi/chilometro e penalizzanti per chi acquista veicoli a forte impatto».
Il decreto Milleproroghe, nel quale sono state inserite le nuove rottamazioni, prevede incentivi per chi deciderà di distruggere le vecchie auto e la proroga degli incentivi per la demolizione dei motorini (5 anni di bollo gratis se si lascia un Euro 0 per un Euro 3). Contributi, inoltre, anche per l’acquisto di nuovi elettrodomestici in cambio dei frigo considerati inquinanti. Il piano demolizioni delle vetture obsolete, secondo l’Unrae (l’associazione delle case automobilistiche estere che operano in Italia), dovrebbe coinvolgere circa 10 milioni di veicoli, di cui 2-3 milioni quelli Euro 2 e almeno 7 milioni gli Euro 0 e 1. Il governo ha stabilito un bonus da 700 euro per chi si libera della vecchia Euro 2 e un maxibonus da 1.200 euro per chi opta per la formula «due per uno», cioè ne demolisce due per acquistarne una.
C’è anche un bonus speciale per chi rottama la vecchia auto senza acquistarne una nuova: 150 euro e un abbonamento per tre anni ai mezzi pubblici o facilitazioni (800 euro) per il «car sharing». Il provvedimento non riguarda i furgoni Euro 2 e le auto, sempre Euro 2, immatricolate dopo il primo gennaio 1997. Chi rottamerà la sua vecchia auto per acquistare una nuova vettura Euro 4 o Euro 5 (è però doveroso precisare che le Euro 5 saranno obbligatorie solo dal 2011) riceverà un bonus di 700 euro con un anno di bollo gratis in più, purché rispetti i limiti di inquinamento di 140 grammi di Co2 per la benzina e di 130 grammi di Co2 per il diesel (a rientrare in questa categoria sono soprattutto city-car e utilitarie). Incentivi anche per gli automezzi elettrici e ibridi. Infine, 350 euro per chi trasforma il propria veicolo da benzina a gpl e 500 euro da benzina a metano.
«Con la proroga degli incentivi - osserva Gian Primo Quagliano, direttore del Centro Studi Promotor - riteniamo che nel 2008 si possa ottenere un volume di immatricolazioni leggermente superiore al 2007, toccando quota 2,5 milioni di unità. Tra gli indubbi vantaggi portati dalle rottamazioni nel 2007, ci sono in testa quelli ambientali. Ma a beneficiarne sono state anche le casse dello Stato con un introito di circa 65 milioni di euro».