«Prof, ha la cattedra» «Grazie, ma sto a casa» In 4 su 5 dicono di no

A un mese dall’inizio delle lezioni a Milano ancora vacanti 1300 posti Eppure gli insegnanti iscritti nelle graduatorie «ad esaurimento» sono 21mila. La Cisl: «Gli elenchi dei precari sono mal gestiti»

La scuola milanese ancora a caccia di insegnanti per coprire le cattedre rimaste vuote anche dopo il tour de force compiuto nelle scorse settimane per nominare i supplenti. Un’operazione paradossale che a fronte di 21 iscritti nelle graduatorie cosiddette a esaurimento, non si è riusciti a coprire tutti i posti.
Di fatto le cattedre libere erano 5500, ma dopo aver convocato tutti gli iscritti nelle graduatorie sono rimasti ancora oltre 1300 posti vuoti. Finora insomma per un docente che ha accettato di coprire un posto, quattro hanno detto di no. Colpa di un meccanismo di reclutamento del tutto inadeguato a far funzionare la scuola. Come mai tante chiamate a vuoto? Lo spiega Rita Frigerio, segretaria della Cisl scuola: «Le graduatorie – dice – sono lo strumento più trasparente per assegnare i posti ai precari, ma così come stanno le cose sono mal gestite. In questi elenchi c’è di tutto: persone che già lavorano nel privato, insegnanti di ruolo che vorrebbero sfruttare un’abilitazione per cambiare disciplina di insegnamento, persone insomma che non lasciano un posto a tempo indeterminato per una supplenza sia pur di un anno. Così quando vengono convocati, non si presentano e chi fa le nomine è costretto a chiamare chi viene dopo».
È per questa ragione che l’Usp (Ufficio scolastico regionale, l’ex Provveditorato) è stato costretto a emanare calendari di convocazioni a raffica per arrivare a coprire tutti i posti, col risultato che dopo tante convocazioni le graduatorie si sono esaurite, e le scuole sono rimaste ancora senza insegnanti. Ora la patata bollente è passata ai dirigenti scolastici a cui spetta rintracciare gli insegnanti che mancano. Un’altra operazione paradossale perché gli elenchi da cui devono ricavare i nominativi degli insegnanti da chiamare non sono vecchi, ma anche inadeguati. Zeppi di persone che spesso hanno già ricevuto un incarico dall’Usp, quindi indisponibili. Una caccia esasperante, ma soprattutto spesso inutile. Prima di Natale, infatti, arriveranno nelle scuole le graduatorie di istituto aggiornate e a quel punto gli insegnanti che vengono ora chiamati a coprire le cattedre vuote potrebbero perdere il posto perché scalzati da altri colleghi che secondo i nuovi elenchi hanno più diritto al posto. Ci sono in particolare alcuni insegnamenti che si fa fatica in ogni modo a garantire. L’inglese alle elementari, soprattutto, perché sono ancora pochi i docenti in possesso del titolo per insegnarlo. «Un problema spinoso – osserva Francesca Lavizzari, una dirigente scolastica della scuola di via Ariberto – e non da oggi. Lo scorso anno col consenso dei miei superiori ho dovuto dare l’incarico a una mamma della scuola laureato in lingue perché non si riusciva a trovare una maestra col titolo. Quest’anno siamo da capo, se non peggio. E poi mi chiedo se questa faticaccia abbia davvero senso: nelle elementari si fanno solo dei giochi in questa lingua, tanto che alle medie si comincia da capo. Ha davvero senso insistere a mettere in programma questa materia? Stando così le cose mi pare solo demagogia».