Prof di matematica, i conti non tornano

Con la riforma Gelmini aumentano le ore per le materie scientifiche, ma
le cattedre sono vacanti, In esubero, invece, gli insegnanti di lettere,
lingue straniere e musica. In pensione 1942 dipendenti

Insegnanti di matematica cercansi. È questa la buona notizia, l’unica per la verità, per i precari della scuola: il prossimo anno scolastico mancheranno insegnanti di matematica alle medie. Cattedre vuote, posti da assegnare, una volta tanto, in un panorama, quello delle assunzioni dei docenti, che per i più sarà desolante.
Si prospetta un futuro nero per i docenti di lettere: a Milano da settembre ci saranno 253 insegnanti in più del necessario, 70 almeno saranno i docenti di lingua inglese e francese che dovranno trovare un’altra sistemazione, 30 quelli di musica.
Ma in matematica, no, complice la riforma Gelmini che alle scuole secondarie di primo grado (le ex medie) ha aggiunto un paio d’ore in più di insegnamento scientifico, lì le cattedre saranno vacanti.
I dati, ancora provvisori, sono stati illustrati dall’Ufficio scolastico regionale durante un incontro con i maggiori sindacati di categoria, due giorni fa. Un incontro fortemente voluto da Cgil-Cisl e Uil per avere un quadro, anche se ancora da confermare, di quello che attenderà personale docente e non dal prossimo settembre. Perché da settimane gli sportelli di ricevimento sono intasati e subissati da richieste di delucidazione.
I numeri dunque: perché è lì che si gioca la partita del chi esce e chi entra. Il rischio maggiore è naturalmente quel taglio alle cattedre, incubo dei precari, ma anche dei professori di prima nomina che ancora una cattedra non ce l’hanno e di quelli che hanno un punteggio basso e che quindi, in caso di esuberi, sarebbero i primi a dover cambiare scuola e mansione. Per avere il quadro esatto bisognerà aspettare i numeri delle scuole: la fine delle iscrizioni (il 28 febbraio) e il piano didattico di ogni singolo istituto.
Le primarie dovranno presentare il proprio rapporto agli uffici di via Ripamonti entro il 31 marzo, entro il 24 aprile le materne (che fanno capo però al Comune di Milano), entro il 23 maggio le scuole superiori e entro il 15 giugno le scuole secondarie di primo grado.
Il dato certo è che all’interno delle scuole di Milano se ne andranno in pensione 1942 persone: 30 dirigenti scolastici, 1412 insegnanti e 500 tra personale amministrativo e bidelli. Ecco che incrociando questi dati con i nuovi orari per materia stabiliti dal decreto Gelmini la previsione è di esubero per tutte le cattedre ad eccezione di matematica, appunto.
Nessuna previsione invece per le scuole primarie dove giocherà un ruolo fondamentale la scelta dell’orario da parte delle famiglie (24, 27, 30 o 40 ore settimanali) per stabilire di quante insegnanti ogni singolo istituto avrà bisogno.
«La confusione che si è creata e l’incertezza sul proprio posto di lavoro non aiuta - commenta Rita Frigerio - segretario regionale Cisl Scuola. I lavoratori sono preoccupati. E noi non ci stancheremo di dirlo: non si costruisce una scuola migliore con questi tagli indiscriminati».