Il Prof prova a spiegarsi ma gli alleati si defilano

«In Italia tutti fanno scaricabarile». Solo Castagnetti e Pecoraro lo difendono. Cicchitto: si scusi, ha perso la testa

Fabrizio de Feo

da Roma

Frasi forti e polemiche al calor bianco. Nervi tesi e parole in libertà. Il volume delle esternazioni che sale e si fa rabbioso fino a quella frase contro tutto e contro tutti - «il Paese è impazzito» - che provoca imbarazzo nella stessa Unione e segnala un disagio non più minimizzabile.
Il giorno dopo lo sfogo rabbioso di Romano Prodi contro il diluvio di proteste abbattutosi sul governo e sulla Finanziaria, il presidente del Consiglio cerca di minimizzare e spiegare il senso delle sue parole. «È un messaggio al Paese a cui dico chiaramente: non crediate che si possa uscire dalla situazione di crisi profonda, in cui ci hanno consegnato l’Italia senza fare sacrifici, senza che ognuno dia il proprio contributo. Ognuno vuole che il contributo lo dia l’altro».
L’intervento riparatorio, in realtà, nulla toglie e nulla aggiunge allo scatto di nervi del giorno prima. E a 24 ore di distanza le scorie della caduta di stile del premier non risultano certo smaltite. Un disagio registrato dai quotidiani che si affidano all’ironia, ai retroscena che fotografano l’inquietudine degli alleati oppure, come fa La Stampa, titolano su «I giorni della follia», ricordando la condizione di assedio in cui sopravvive questo esecutivo. Ma c’è anche la politica che ritorna a occuparsi dell’«infortunio» del Professore con toni ovviamente diversi nelle due coalizioni. «Non si può attaccare il presidente del Consiglio per una parola, un participio passato, “impazzito”. Prodi non ha offeso nessuno. Trovo scandaloso che lo si voglia appendere a una parola» minimizza Pierluigi Castagnetti. Alfonso Pecoraro Scanio, invece, definisce quella di Prodi «una provocazione per richiamare tutti all’impegno comune sul programma e su una Finanziaria che deve essere di cambiamento».
Sull’altro fronte dominano la rabbia e lo stupore. L’azzurro Fabrizio Cicchitto si augura che «Prodi chieda scusa agli italiani definiti pazzi e feroci. Dobbiamo fare i conti con un presidente del Consiglio che ha perso la testa». Dentro Alleanza nazionale, Gianni Alemanno invita il presidente del Consiglio a «essere più rispettoso verso gli elettori» perché il fondamento democratico del nostro governo si delegittima nel momento in cui offende gli italiani». Maurizio Gasparri, invece, fa notare che «Prodi sta arrivando al capolinea nel peggior modo possibile. Offende l’Italia per non ammettere il disastro del suo governo con ministri l’un contro l’altro armati». Per Francesco Pionati, dell’Udc, «gli italiani non sono pazzi ma intelligenti, e stanno facendo un’operazione semplicissima: paragonano quel che Prodi aveva promesso con quello che sta realizzando davvero. Scaricare sugli altri i propri errori sta diventando la specialità del presidente del Consiglio». Chiude Gianfranco Rotondi, segretario Dc, che bolla come «indecoroso e deprimente» lo spettacolo che l’Unione sta offrendo sulla Finanziaria. Con una chiosa finale: «Prodi ormai è sopportato dalla sua coalizione».