Il Prof s’infuria con Walter «Riconosca le cose fatte»

Il premier scrive alla «Stampa»: chi vince preservi ciò che lascio Poi pretende modifiche al programma

da Roma

Romano Prodi mette i piedi sul piatto del programma elettorale del Pd. Chiede correzioni alla bozza stilata dal riformista Enrico Morando e consiglia a chi si sta candidato alla guida del paese di seguire il suo esempio. Insomma, pretende quello che, almeno per il momento, Walter Veltroni non gli ha mai concesso: continuità con l’esecutivo uscente, il riconoscimento delle cose fatte dal Prodi bis.
I malumori prodiani, già evidente all’assemblea del Partito democratico di sabato, si sono materializzati ieri mattina in una lunga e piccata lettera al quotidiano La Stampa. Il prossimo governo «farà bene a preservare la buona eredità che noi lasciamo», ha scritto il premier. Messaggio chiaro. Evidente anche il destinatario: non Silvio Berlusconi, il leader del centrodestra, anche se è in testa ai sondaggi, ma Veltroni, candidato premier e segretario del Partito democratico.
La lettera si riferisce a un editoriale di Luca Ricolfi nel quale il sociologo vicino al centrosinistra ha bocciato le politiche fiscali del governo, mettendo in dubbio, in particolare, i 20 miliardi di evasione fiscale recuperata.
«Imprecisioni» che Prodi teme «possano diventare strumento di mistificazione elettoralistica». Il governo ha tenuto basse le previsioni sulle entrate fiscali per poi vantare, una volta in possesso dei dati definitivi, i «tesoretti»? Falso, secondo il capo del governo. Perché il successo della lotta all’evasione è per definizione non definibile ex ante». I ministri di spesa in questi due anni hanno «rotto il salvadanaio» ogni volta che le tasse lo riempivano? Niente affatto. Il disavanzo è sotto il 2 per cento.
Argomenti che il premier uscente avrebbe voluto sentire in quest’avvio di campagna elettorale. E anche nel programma. E così ieri pomeriggio ha deciso di passare dalle parole ai fatti. E si è presentato al vertice del Pd sul programma. Sono state presentate «alcune osservazioni», ha rivelato la fedelissima Rosy Bindi. «Stiamo lavorando insieme. Credo stia venendo molto bene», si è limitato a dire Prodi. Se nelle 30 pagine di programma spunterà qualche riconoscimento alle cose fatte, almeno, si saprà il perché.