Il prof: «Uno studente timido dalle strane idee»

da Verona

Jeans e T-shirt, volto imbronciato e sguardo triste. Raffaele Dalle Donne è uno di quei ragazzi che di solito neanche si nota, tanto è silenzioso e solitario. Eppure ora non si fa che parlare di lui tra i corridoi del liceo classico Scipione Maffei. «Raffaele è un ragazzo introverso – spiega Emanuele Amaini, suo professore di lettere fino all'anno scorso – era davvero difficile entrare in relazione con lui». Ci avevano provato i suoi insegnati, «ma lui non si apriva, forse chissà, si sarà sentito in minoranza». Stessa storia con i suoi compagni: «In classe non aveva molte amicizie, anche nelle mie ore – racconta il professore di educazione fisica Giuseppe Di Lemme – stava spesso in disparte».
Riservato, ma tranquillo: su questo in sala professori non c'è alcun dubbio. «Raffaele non è un violento e non ha certo un carattere da leader», precisa l'insegnate di italiano. Di quello studente riservato però, tutti conoscevano le idee «eversive» al punto che «avevamo sentito il bisogno di parlarne anche con la sua famiglia». Ammaini ricorda che durante la gita scolastica in Germania «erano emerse le sue convinzioni di chiusura verso il popolo ebraico». Pesa le parole il suo ex professore, ma poi aggiunge: «A volte sembrava molto determinato, ma poi non riusciva ad argomentare le sue tesi, si bloccava». «Non si può dire che fosse uno studente modello, così timido non riusciva a rendere e l'anno scorso è stato bocciato». L'anno prima un'altra delusione: per un infortunio ha smesso di giocare a calcio «la sua vera passione e allora forse, aveva intensificato certe sue frequentazioni».