Il Prof con gli ultrà: stop alla base Usa

Il centrosinistra deve accettare anche otto mozioni pacifiste

da Roma

È la prima interrogazione al premier Romano Prodi firmata da una forza della sua coalizione. I Comunisti italiani hanno chiesto spiegazioni al presidente del Consiglio sul raddoppio della base militare Usa di Vicenza. Ma il progetto è attaccato da tutta la sinistra radicale, non solo dal Pdci: per la vicepresidente della commissione Difesa della Camera, Elettra Deiana, e il capogruppo del Prc, Gennaro Migliore, «rappresenterebbe un gravoso appesantimento della situazione locale in termini di impatto ambientale, ma andrebbe anche contro l’impegno programmatico dell’Unione a verificare tutte le opportunità di alleggerimento delle servitù militari nel nostro Paese». Entrambi denunciano un «rimpallo di responsabilità» tra governo e autorità locali.
Così Prodi, prima ancora che di staminali, ha dovuto rendere conto a Montecitorio del raddoppio della caserma Usa nell’aeroporto «Dal Molin» di Vicenza poco dopo la conferenza sul conflitto libano-israeliano con il segretario di Stato Usa Condoleezza Rice: «Il governo intende riconsiderare, con gli Stati Uniti, il progetto nel suo complesso», ha risposto all’interrogazione del Pdci. La prima riunione del «piano di transizione» per il raddoppio della base si è svolta il 6 luglio, ma Prodi ha sviato la questione tirando in ballo i predecessori: «Non va sottaciuto che la disponibilità espressa dal precedente governo ha certamente alimentato aspettative nella controparte statunitense». Il premier ha comunque chiarito che le autorità locali hanno già dato il loro sì a «tutti i programmi infrastrutturali Usa».
Secondo Rifondazione, però, è l’intera politica del governo sulla presenza militare Usa in Italia a essere criticabile: «Non può passare sotto silenzio - scrivono Migliore e Deiana - il possibile coinvolgimento della base Nato di Camp Darby, come punto di passaggio dei missili Gbu-28 destinati all’esercito israeliano impegnato nelle operazioni militari in Libano sul quale abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare. Le finalità dell’uso militare del nostro territorio sono di stretta competenza del governo. Per questo motivo chiediamo al sottosegretario Forcieri un chiarimento in tempi brevi».