Il «prof» va alla Coop per dare una lezione al resto della sinistra

Sanguineti attacca Zara e Burlando che hanno criticato le sue frasi nostalgiche sull’odio di classe

(...) Lo sconquasso infatti è notevole. La presa di distanza del presidente Claudio Burlando, il quale, per allontanarsi dalle posizioni del poeta, politico, intellettuale, canzoniere, aspirante sindaco, ha chiamato in causa il presidente della Camera Fausto Bertinotti, non è stata ben gradita tra i supporter di Sanguineti e soprattutto tra i comunisti di Rifondazione.
Al governatore che non vuole essere chiamato tale, non va che il leader di Rifondazione abbia permesso a Genova una candidatura alle primarie così estrema. A Pastorino invece, non vanno affatto queste dichiarazioni di Burlando. Il segretario della Federazione genovese del Prc si definisce «sconcertato per le critiche mosse dal presidente della Regione Liguria alla terza carica dello Stato». E ancora, un avvertimento: «Il presidente della Giunta Regionale farebbe bene a mettere da parte le riserve su Rifondazione, ricordando invece che il Prc è parte integrante della sua maggioranza e che il sostegno dei suoi elettori gli fu indispensabile per la vittoria due anni fa».
Insomma una burrasca politica su cui Sanguineti prova a buttare acqua sul fuoco. «Se alle primarie vincesse Zara a lui andrebbe sia il mio voto sia il mio appoggio politico per le elezioni. Sta negli accordi». Il neo candidato alle primarie dell'Unione però sembra mostrare qualche resistenza in più nel dichiararsi disponibile a votare come sindaco chi vuole «restaurare l'odio di classe». «Se così stanno le cose - risponde a distanza Sanguineti - allora Zara non dovrebbe presentarsi alle primarie ma andare al voto con una sua lista civica. Se corre alle primarie, da uomo d'onore deve appoggiare qualsiasi vincitore. La sua candidatura già complica una situazione che sembrava definita». Le ragioni per stare insieme infatti sembrano esserci. E stanno sempre nell'anti berlusconismo: «Ci unisce essere un'alternativa alla politica di Berlusconi e del centrodestra che è stata un flagello nazionale e una vergogna che ha imbarazzato gli italiani».
I fermento tra gli alleati però è evidente. E mentre Pastorino si definisce «allarmato che molti esponenti della sinistra abbiano preso le distanze dalle dichiarazioni di Sanguineti per cercare il voto della borghesia», il poeta rimanda al mittente le critiche di Burlando: «Bertinotti da presidente della Camera ha declinato ogni responsabilità politica, Burlando semmai si rivolga al segretario del partito».
Il terreno su cui cammina Sanguineti però è sempre molto pericoloso. Mi chiamano Pol Pot? «Lo considero un onore - risponde il professore - solo però, se ho una bassa considerazione di chi mi giudica in tal modo». Sembra quindi una battuta. Sembra.