La prof di Vendola: "Io, assessore, spendo un milione per la pace"

Arruolata in Puglia da Vendola per occuparsi di
Mediterraneo: "Faccio otto missioni all’anno I soldi della Regione per
le riforme in Palestina? Se potessi ne investirei anche di più. Chi ci
controlla? Noi"

Roma - La coperta sarà pure corta, ma loro non fanno mea culpa. Parli con gli assessori regionali e scopri che fosse per loro, di milioni ne spenderebbero molti di più, per la cooperazione internazionale. La sanità magari non funziona, ma vuoi non dare una mano a Fidel Castro per la raccolta differenziata a Marianao? E magari le imprese italiane non vivono proprio giorni felici, ma la panetteria comunitaria a Kinshasa ha un suo perché. E guai a contraddirli.

Silvia Godelli, assessore al Mediterraneo e alla Pace della Regione Puglia.
«Sono appena tornata dalla Macedonia».

Fondamentale lezione di Nichi Vendola all’Università di Skopje su Pasolini.
«Mi hanno detto che il Giornale mi cercava e sono scattata sull’attenti».

La settimana scorsa era a Beirut. Lei è sempre in giro.
«Una media di otto missioni all’anno».

Con i soldi dei pugliesi.
«Spesso sono missioni a costo zero, perché sono legate a programmi europei. Quelle a carico del bilancio regionale non ci costano più di 300-500 euro alla volta, perché paghiamo solo il viaggio».

E l’albergo.
«In tre anni e mezzo avrò visto 5 alberghi, forse. Io pernotto negli aeroporti».

Negli aeroporti.
«Sto in piedi, in attesa del volo dell’alba. Oppure vado e torno in giornata»

Si ammalerà.
«Sono in fin di vita...».

Lei ruba il mestiere al ministro degli Esteri.
«La riforma del Titolo V della Costituzione, rafforzata dal terzo obiettivo dell’Unione europea, assegna poteri esteri alle Regioni».

Potreste usare solo i fondi strutturali europei, che sono già milionate. Invece spendete un milione di euro all’anno di tasca vostra. Anzi, nostra.
«Ne spenderei anche di più, se potessi. Siamo al di sotto dei fondi previsti dagli indicatori Onu».

E poi chiudete gli ospedali.
«Ma all’estero promuoviamo la nostra economia, sviluppiamo relazioni che ci consentono di fare lobby».

L’importanza di fare lobby con gli albanesi.
«Per esempio, se portiamo avanti un’attività sul controllo delle merci sul versante adriatico, apriamo la possibilità di sviluppo dei trasporti merci per le nostre imprese».

Aprite la possibilità.
«Oppure, se faccio un programma sull’olio in Libano, invece di trovarmi clandestinamente l’olio libanese nelle bottiglie italiane, posso avviare una collaborazione trasparente».

Avete speso 40mila euro per la riforma governativa in Palestina.
«Siamo impegnati sugli obiettivi del Millennio delle Nazioni unite, con interventi nelle aree di crisi...».

Vogliamo parlare della settimana della cultura italiana in Bosnia?
«Spesso è la Farnesina che ci chiede di fare da apripista».

Sì, ma 25mila euro per i seminari sulla tarantella...
«Il rafforzamento delle relazioni reciproche è importante, soprattutto nelle aree islamiche...».

E nessuno controlla dove spendete i soldi.
«Controlliamo noi».

Appunto.
«Tocco legno, ma finora la Corte dei conti non mi ha fatto alcuna segnalazione».

Lei è laureata in filosofia e specializzata in Psicologia. Come è finita a fare l’assessore al Mediterraneo?
«La risposta vera è privata, non la dico».

Eh, allora dica quella falsa.
«Faccio politica da quando ero ragazzina. Per 15 anni sono stata consigliere di opposizione».

Pci e poi Rifondazione.
«Mi occupavo di sanità, formazione professionale e istruzione. Quando Vendola mi ha chiesto cosa volessi fare, ho scelto qualcosa di completamente inedito, un umile lavoro per la pace nel Mediterraneo».

E le competenze?
«Il mio mestiere, la psicologia, mi porta a interrogarmi sugli esseri umani».

Ah, be’.
«Non mi metta sul giornale perché dormo negli aeroporti, mi raccomando».