Profanato il cimitero ebraico Si indaga tra le roulotte

Due tombe spaccate, un’altra quarantina di cippi buttati giù a calci. La violenza entra, per la prima volta nella storia della città, all'interno del cimitero ebraico di Milano. Lapidi profanate, scoperte dagli addetti alla sicurezza all'apertura, poco dopo le 14 del 16 maggio e denunciate immediatamente alla polizia. «Si escludono gesti di matrice politica, neonazista o anti-israeliana. Si tratta più probabilmente di comuni atti vandalici», fanno sapere subito gli investigatori della Digos che, sul luogo, non trovano scritte o simboli antisemiti, né rivendicazioni di alcun genere. Il cimitero ebraico milanese è in via Jona, periferia Nord, alle spalle del cimitero Maggiore e vicino ai due più grandi campi nomadi della città: quello di via Capo Rizzuto, sgomberato un anno fa, e quello di via Triboniano, popolato da rom prevalentemente romeni e perennemente affollato da abusivi e irregolari. Proprio a un'incursione notturna da parte di nomadi stanno pensando gli investigatori intervenuti (proprio la sera prima delle devastazioni nel cimitero!) nel campo durante una festa rom dopo che l’allarme al vicino laghetto di pesca sportiva era scattato. «Magari qualcuno, ubriaco - ipotizza un poliziotto - si è nascosto lì durante l'ispezione, o forse sono andati dopo e hanno fatto una bravata, per vendicarsi». Fuori dal settore 8, quello assaltato dai vandali, sono stati ritrovati pezzi di ringhiera appoggiati al muro di cinta del cimitero, usati probabilmente per arrampicarsi.