Professionisti contro le leggi punitive del governo Prodi

Il farmacista Felice Ribaldone, l’architetto Giorgio Parodi, l’ingegnere Sebastiano Frixa, il commercialista Massimo Scotton, il notaio Silvestro Ferrandino, l’avvocato Stefano Savi, il medico Enrico Bartolini, il consulente del lavoro Vittorio Vianello.
I presidenti degli Ordini dei liberi professionisti liguri si riuniscono insieme per la prima volta a Genova e fanno il punto sul disegno di legge del ministro Claudio Mastella che vuole dare nuove regole alle professioni, oltre a discutere sui recenti provvedimenti punitivi del governo Prodi.
L’occasione è la tavola rotonda organizzata da Forza Italia, cui il gotha dei professionisti liguri è stato invitato, domani alle 10, nella sala convegni dell’hotel Bristol in via Venti Settembre intitolata Le libere professioni, presidio di libertà. A fianco delle figure di spicco del mondo economico e professionale ligure ci saranno Stefano Baccalà, deputato europeo di forza Italia e Giancarlo Taurini, primo firmatario del progetto sulle libere professioni del partito di Berlusconi in contrapposizione alla legge proposta dal centrosinistra. Torna a difendere in pubblico il lavoro dei professionisti anche Eolo Parodi, insieme al coordinatore regionale di Forza Italia Michele Scandroglio e al responsabile dei dipartimenti Raffaella Della Bianca. Introduce la tavola rotonda il responsabile del dipartimento delle libere professioni Francesco Felis, presiede e conclude Alfredo Biondi. Partecipano anche i candidati alle prossime elezioni comunali e provinciali Enrico Musso e Renata Oliveri.
«Il punto di partenza del dibattito – spiega Scandroglio – è dato proprio dalla presentazione al parlamento del progetto di legge sulle professioni e dalle manovre punitive del governo Prodi. Progetti che dimostrano l’assoluta mancanza di conoscenza del settore e un’anacronistica visione viziata da pregiudizi, non giustificati dalle recenti disposizioni europee che smentiscono categoricamente l’operato del governo italiano». La riforma voluta dal governo Prodi prevede anche iter formativi annuali semplificati senza tenere conto delle singole professioni.
«Così avremo – dice Felis – figure professionali poco preparate, dotate di un bagaglio di conoscenze generiche che non si preoccupano di garantire un servizio professionale accurato». «È fondamentale – dice Della Bianca – arrivare alla distinzione delle diverse professioni in base alle loro specifiche competenze, identificando distinti ruoli».