Professionisti sulle barricate: "Il decreto è inaccettabile"

A Milano oltre 1.500 tra avvocati e notai riuniti contro l’abolizione delle tariffe e la creazione di società senza esperti. E il 1° marzo la protesta sbarca a Roma

Milano - Una marea di persone proveniente da tutto il Nord Italia si è riversata ieri nel teatro dal Verme di Milano per serrare le fila contro il nuovo decreto del governo Monti. Un’onda di oltre 1.500 professionisti che cerca di far valere i propri numeri nelle pur brevi trattative che l’esecutivo intratterrà nelle prossime settimane. Una prima prova di protesta in vista della manifestazione nazionale dei professionisti che si terrà a Roma il primo marzo.
Liberalizzazioni, questo il tema sul quale anche gli iscritti ai tanti ordini professionali vogliono discutere con i tecnici. Una parola indigesta ai liberi professionisti per molti motivi: nessuno crede che l’incidenza sul Pil del decreto sarà del 10%, come ha detto il premier Monti. Il rischio è che invece si inneschi un effetto inverso
«Non capisco – ha commentato a proposito Mariastella Gelmini, ex ministro dell’Istruzione presente all’incontro – quale sia il criterio utilizzato per stabilire questa cifra». Poi c’è l’eliminazione delle tariffe minime, vista solo come una misura che lascerebbe i cittadini senza un parametro per capire il livello del servizio offerto. In platea la tensione è palpabile anche quando si affronta un altro nodo cruciale per gli iscritti agli ordini, cioè la possibilità di creare società in cui ci siano soci non professionisti, ma in grado di fornire i fondi. Ad esempio le banche. E infatti quando qualcuno propone di bocciare questa misura il pubblico esplode in un fragoroso applauso: «Questo decreto è inaccettabile», mormora più d’uno in sala.
Un clima da stadio sorprendente per il tipo di pubblico in platea, a cui sono stati forniti alcuni numeri di un’indagine Ispo sul professionista ideale secondo i cittadini: uno su quattro ritiene sia quello che ha sostenuto l’esame di Stato per accedere alla professione. A seguire le caratteristiche più importanti sono «la frequentazione periodica di corsi di aggiornamento», la «vigilanza di un organo disciplinare» e «la copertura assicurativa a tutela del cliente».
Ma è stata la politica a tirare le fila di ore di discorsi: la Gelmini ha esortato più volte il pubblico, e i suoi rappresentanti, a stilare un documento di pochi punti irrinunciabili per le categorie in modo da avere una piattaforma di discussione con il governo. Lo stesso invito, in particolare sul nodo delle società tra professionisti, ha insistito anche Nedo Poli, parlamentare Udc: «Non posso che essere d’accordo con chi chiede che le società tra professionisti siano composte solo da iscritti all’ordine». Tiziano Treu, senatore del Pd, ha invece sottolineato come il problema sia quello di riformare le professioni completamente e non di liberalizzarle e basta.