Il professor Jannacci insegnerà in musica l’arte della parola

C'è sempre una prima volta. Anche per un grande come Enzo Jannacci, uomo e artista dall'eterna maschera malinconica, classe 1935, che ha fatto dell'eclettismo e della trasversalità un punto di forza, oltre che una costante della sua (non certo comune) esistenza. In vita sua, «el dutur» ne ha fatte di tutti i colori: sia come medico (i biografi ricordano che fece persino parte dell'equipe di Christian Barnard, il chirurgo sudafricano del primo trapianto di cuore) sia come musicista (diplomato in pianoforte al conservatorio, jazzista e cantastorie tra i più fantasiosi e bizzarri della nostra canzone d'autore, partecipò come protagonista al primo concerto rock in Italia, quello al Palazzo del ghiaccio di via Piranesi nel maggio del 1957, in una band di cui facevano parte anche Luigi Tenco, Giorgio Gaber e Adriano Celentano). Prima di oggi, però, non aveva mai preso parte, in qualità di docente, a un laboratorio creativo aperto ad alcuni giovani aspiranti musicisti e a una fetta selezionata di uditori non studenti. Deciso a colmare la lacuna, eccolo perciò protagonista di un seminario dove si parlerà di canzoni. Di più: dell'arte delle parole in musica. «Me l'ha chiesto qualche tempo fa un mio vecchio amico, Enrico Intra, il pianista che conosco da almeno 50 anni, dai tempi del Derby, e che ora dirige il corso di jazz dell'Accademia Internazionale della Musica - Fondazione Scuole Civiche di Milano, e non ho avuto esitazioni: ho risposto "sì, presente". Per me sarà un'occasione unica per entrare in contatto con i giovani di oggi, conoscerli, farmi conoscere e, perché no, per trasmettere loro le mie esperienze. Realtà che si stanno perdendo nell'era di Internet, del lassismo e della superficialità dilaganti», ha spiegato ieri a Palazzo Marino ospite dell'assessore alle Politiche del lavoro e dell'occupazione Andrea Mascaretti. Il programma degli incontri (otto martedì all'Auditorium Lattuada in corso di Porta Vigentina 15/a dal 3 febbraio al 24 marzo; per info e iscrizioni tel. 02-313334) è quanto mai stuzzicante e spazierà dalla genesi di una canzone e dalla dialettica delle parole abbinate alla musica al dar voce alle emozioni, al canto, all'espressività teatrale e alla musicalità. «Saranno due ore intense di musica, passione, poesie, emozioni e improvvisazione», ha promesso Jannacci, chiamato dall'Accademia a scrivere anche alcuni brani inediti (su diversi temi: amore, lavoro, famiglia) in condivisione con i suoi allievi. «E chissà che alla fine non ne venga fuori un disco», gli ha fatto eco Intra, alter ego del cantautore nelle due ore di corso. «Testi e melodie sono lì nell'aria. Certo, per catturarle è meglio avere una preparazione musicale. Ma non è sempre necessario, basta pensare a Modugno e ai suoi capolavori», ha chiosato il cantautore, che partirà in tour in primavera (tappa milanese il 18 aprile allo Smeraldo). Complice l'età, avrà magari rallentato il proprio imprendibile «linguaggio jazz», ma non ha perso la sua voglia di mettersi alla prova. Anche come insegnante. Un modo per dire, parafrasando un celebre atto d'amore in musica per Milano (scritto a quattro mano con Dario Fo), «Ohe! sun chi». Ci sono.