Professore esce di casa e si dà fuoco: è gravissimo

Provato da una lunga crisi depressiva iniziata ancora qualche anno fa, ieri pomeriggio è uscito dalla sua abitazione e, dopo aver annunciato le sue intenzioni agli amici, si è cosparso di alcol e dato fuoco. Soccorso da alcuni passanti e da un condomino, è stato raccolto dal 118 e portato a Niguarda ricoverato in prognosi riservata con ustioni sul 70 per cento del corpo. Ha tentato di uccidersi nel più atroce dei modi Paolo S., 50 anni a giugno, docente di greco e latino in un liceo classico della città. Persona benvoluta e stimata, autore di diversi libri di testo, viveva da solo in un appartamento al pianterreno di un elegante stabile di via Poma 2, anche se spesso andava a trovare gli anziani genitori in un'abitazione del centro. Pieno di interessi, l'insegnamento, lo studio, i libri, da qualche tempo era caduto in una profonda crisi depressiva con frequenti attacchi di panico e per questo era in cura da uno specialista. I vicini spesso lo sentivano piangere disperato. E a nulla serviva la presenza degli amici, tra cui anche una donna vista spesso con lui, a cui confidava di volerla fare finita. E ieri ha messo in atto i suoi propositi. Uscito di casa poco dopo le 17.30, ha informato gli amici delle sue intenzioni con alcuni sms quindi si è dato fuoco sul marciapiede. Salvato dai passanti e da un vicino, è stato poi soccorso dal 118. Ancora cosciente, è stato intubato e ricoverato al centro grandi ustionati di Niguarda in prognosi riservata.