Il Professore fa salire il prezzo dei farmaci

Emiliano Farina

da Roma

I prezzi dei farmaci a carico dei cittadini saliranno alle stelle e i medicinali prescritti con ricetta finiranno sui banchi dei supermercati. Francesco Storace, ex ministro della Sanità, attacca con forza le scelte del ministro della Salute, Livia Turco, e anticipa così gli effetti che si avranno con l’applicazione del decreto Bersani sulle liberalizzazioni in tema di salute pubblica.
Una serie di conseguenze «ai danni dei consumatori e a beneficio delle aziende farmaceutiche» che domani, in occasione dello sbarco del provvedimento in Aula, al Senato, spingeranno il senatore di An a presentare una richiesta di sospensiva del decreto. «Si illudono i cittadini di poter acquistare medicine a costi minori, mentre invece le aziende farmaceutiche sono pronte ad approfittare dell’inerzia del governo. Da gennaio - attacca Storace - ad essere liberalizzati per davvero saranno i prezzi dei farmaci che, grazie alla scadenza del blocco biennale degli aumenti imposta dal centrodestra nel 2005, rischiano di subire clamorose impennate. Le regole si costruiscono con le leggi e in Parlamento non c’è traccia di norme che evitino l’aumento dei prezzi a partire dal primo gennaio».
Uno scenario, questo descritto dal senatore di An, che ha scatenato un botta e risposta a stretto giro di comunicati stampa con l’attuale responsabile del dicastero alla Sanità Livia Turco.
«Quello che dice Storace non corrisponde al vero perché il blocco dei prezzi dei farmaci di fascia “C” (quelli esclusi dal Sistema sanitario nazionale e pagati direttamente dal cittadino, ndr) resta in vigore e nessun prodotto potrà essere oggetto di aumenti fino alla fine dell’anno. Anzi, ora le farmacie possono praticare sconti ben superiori al 20 per cento e grazie al nuovo decreto le stesse farmacie e gli altri esercizi commerciali possono praticare sconti senza limiti su questa tipologia di medicinali. In diverse località abbiamo già registrato cali di prezzo tra il 30 e il 50 per cento». E sui rischi di impennate dei prezzi, la rappresentante dei Ds specifica che per il 2007 il governo e l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) stanno studiando «nuove regole e modalità per assicurare interventi di moderazione dei prezzi ancora più incisivi».
Ma le rassicurazioni del ministro non convincono il senatore di An che rilancia: «Anziché trastullarsi con le aspirine in farmacia, la Turco non ha ancora detto ai consumatori cosa intende fare: spero che in Parlamento dia esaurienti spiegazioni di fronte alla nostra richiesta di sospensiva». Storace motiva le proprie perplessità con l’incongruenza delle scelte operate dalla Turco e dal padre del decreto, il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani. «La stessa Turco - specifica il senatore - la mattina dice no al farmaco al supermercato e la sera si contraddice quando Bersani procede come un carro armato regalando il mercato dei farmaci da banco alle cooperative. Ecco perché andrà a finire che al supermercato troveremo anche le medicine prescritte con ricetta».
Intanto, in vista dell’inizio della presentazione del decreto in Senato fissata per domani pomeriggio (il voto alla Camera dovrebbe arrivare venerdì), domani mattina il ministero dello Sviluppo incontrerà una delegazione di Federfarma (federazione nazionale dei titolari di farmacie private) per ascoltare le loro richieste su alcuni punti del decreto. Un appuntamento che si annuncia però come un pro forma perché Bersani ha detto a chiare lettere che «ormai il percorso è incardinato e tutte le correzioni che potevano essere apportate sono state fatte». I farmacisti di Federfarma hanno annunciato che mercoledì 26 scenderanno in piazza per protestare. Se le loro istanze non verranno recepite minacciano inoltre di disdire la convenzione con il Sistema sanitario nazionale e di mettere in piedi altre manifestazioni contro le grandi multinazionali e contro le società produttrici di farmaci di fascia «C».