Professore minaccia bocciatura, condannato

Minacciare di bocciatura i propri alunni è un reato. Lo ha deciso una sentenza della Cassazione che ha condannato per minaccia aggravata un docente di un liceo scientifico

Roma - Rischia di andare incontro a una condanna il professore che minaccia bocciature agli alunni. È quanto si evince da una sentenza con cui la Cassazione ha confermato la condanna di un docente di un liceo scientifico che era finito sotto processo per minaccia aggravata nei confronti di una studentessa alla quale, secondo l’accusa, aveva detto che "non aveva più alcuna possibilità di essere promossa" dopo un’assemblea in cui la madre della ragazza aveva proposto che non fosse mantenuta la continuità didattica dell’insegnante nel successivo triennio.

Grave minaccia Per la Suprema Corte (sesta sezione penale, sentenza n.36700), "correttamente i giudici hanno ritenuto sussistente la minaccia grave", poichè "per una studentessa la ingiusta prospettazione di una bocciatura rappresenta una delle peggiori evenienze, tale da poter configurare l’aggravante". Non ha rilevanza, secondo gli ’ermellinì, il rilievo proposto dall’imputato nel ricorso per cui il reato non sarebbe configurabile in quanto il "male minacciato", ossia la bocciatura, non dipendeva dalla sua volontà ma da un organismo collegiale (il collegio dei docenti).

Minaccia di ingiusta bocciatura "L’impossibilità di realizzare il male minacciato - si legge nella sentenza - esclude il reato solo se si tratti di impossibilità assoluta, non quando la minaccia sia idonea ad ingenerare comunque un timore nel soggetto passivo". Nel caso in esame, giustamente, conclude la Cassazione, i giudici del merito "hanno riconosciuto che la minaccia di una ingiusta bocciatura rivolta dal professore fosse idonea ad ingenerare nella studentessa forti timori, incidendo la sua libertà morale".