La professoressa Marta si promuove da sola

(...) a 1.188 persone aventi diritto di sostegno o occupazione», e che lo stesso Comune «ha in corso di esame ben 23 progetti di social housing», ecco che lei, Marta Vincenzi, si blocca di colpo e sbotta. «Se questi numeri non v’interessano - scandisce con sguardo torvo, anche se veltronianamente ammiccante -, posso anche smettere». Gelo in sala. Il vostro cronista accenna a una difesa d’ufficio: «Guardi che abbiamo annotato tutto». Mente spudoratamente, il cronista, ma lo assale subito il dubbio che lei, sempre Marta, possa replicare: «Allora, Repetti, adesso t’interrogo». No, la salvezza per il meschino arriva dal fiume di dati che il sindaco deve ancora distribuire (prima che si verifichi qualche altra fuga di assessori), come corredo di 365 giorni di lavoro. «Il 2008 è stato l’anno della responsabilità» declama a quel punto Marta Vincenzi. E non si può che provare un brivido di piacere, a fronte dei dati dell’indagine annuale del Sole 24 Ore che «osano» attribuire a Genova, nella classifica 2008 delle città italiane, una caduta di 17 gradini del tenore di vita. Bazzecole. C’è ben altro di significativo nel bilancio dell’anno che sta per chiudersi. E il sindaco non si tira indietro nel comunicarlo. A rischio di infierire. Ma nessuno fiata. La voce suadente, bene impostata, di Marta Vincenzi prosegue la narrazione senza incrinarsi. All’insegna di: «Il Comune è in prima linea nei servizi sociali, a sostegno degli ultimi. Siamo o non siamo la città di Fabrizio De André che ha cantato gli ultimi?». Sì, lo siamo. A Genova siamo gli ultimi. Su questo, anche l’opposizione nella Sala rossa voterebbe a favore. Non basta: l’attenzione cresce quando viene comunicato ai presenti, «perché lo riportino alla gente, che deve sapere», che il Comune ha seguito nel 2008 8400 anziani, 500 in più dello scorso anno, e 7199 minori oltre a 8251 adulti con difficoltà. Vuol dire che il taglio dell’Ici e dei trasferimenti statali da parte del bieco governo di centrodestra non ha inciso sui servizi sociali? Sì, non ha inciso, ma non c’è tempo per dirlo a lei.
Che va avanti come un rullo compressore: «Abbiamo messo a punto progetti per 200 persone con disabilità motorie o psichiche, inserito 89 giovani nei Centri di avviamento al lavoro, assegnato 183 alloggi Erp, ricevuto 3800 persone allo Sportello casa...». L’elenco va avanti per un’ora e un quarto. Non c’è abbastanza inchiostro nella penna, il cronista fa finta - sempre spudoratamente, lo ammetto - di scrivere qualcosa, anche se si vede benissimo che non lascia traccia sul foglio. Ma lei, Marta Vincenzi, non se ne accorge. E annuncia: «Gli investimenti sono cresciuti di 168 milioni, senza incremento del debito. E non abbiamo aumentato le tasse!». Grande anno, il 2008. Ma il 2009 - promette il sindaco, sollecitando l’assenso degli assessori basìti che le fanno corona - sarà ancora meglio: «Genova diventerà la città dei cantieri». Promessa o minaccia? Sorvoliamo. Parte l’elenco delle opere da fare (che però, sorge il dubbio, è un po’ troppo simile all’elenco della conferenza stampa 2007.. Mah!). Pronti, via: impianto di smaltimento a Scarpino, strada a mare di Cornigliano, mercato di Bolzaneto, primo lotto di via del Lagaccio ex caserma Gavoglio, canile di Monte Contessa, fognature di Fabbriche, passeggiate lungo la fascia di rispetto di Prà, Centro civico di Molassana, strada di Morego per riuscire a raggiungere sani e salvi l’Istituto di tecnologia, copertura del Bisagno in superficie, ristrutturazione del mercato di corso Sardegna, aree verdi, edifici scolastici, ghetto centro storico, manutenzione viaria. Roba che, ai ritmi che conosciamo, non basterebbero dieci mandati da sindaco.
In compenso, la giunta ha approvato il progetto definitivo della stazione della Metropolitana di Brignole: «Abbiamo messo le basi per fare arrivare la metropolitana lì entro il 2011» spiega il vicesindaco Pissarello annunciando il provvedimento. Secondo il calendario dei lavori, la linea sotterranea dovrebbe essere completata entro tre anni: «Credo che presto potremo visitare i cantieri e fare un viaggio fino al nuovo capolinea di Brignole - aggiunge trionfalmente Pissarello - con i mezzi di cantiere». In giunta si è anche discusso della nuova infrastruttura in Val Bisagno: «L’obiettivo finale resta quello del tram di ultima generazione - confermano sindaco e vicesindaco -, ma a causa dei costi insostenibili per il momento abbiamo deciso di puntare su un mezzo ibrido filobus-autobus. L’infrastruttura sarà invece definitiva e predisposta per ospitare il tram futuro». O futuribile. La giunta ha anche dato il via libera al progetto definitivo per l’insediamento sulla collina degli Erzelli dell’Università e di laboratori di società pubbliche e private. «Abbiamo approvato il progetto - sottolinea ancora Marta Vincenzi - per il comparto 4, completando il lavoro che era stato chiesto al Comune». Nel comparto vanno a inserirsi i futuri insediamenti di società come Ericsson e il Cnr, oltre all’Ateneo: «Io naturalmente spero sempre che si tratti del nuovo politecnico» aggiunge il sindaco. Non rientrano invece in questo progetto le eventuali residenze e gli altri insediamenti previsti negli accordi tra gli enti locali. Infine, ci sarebbero anche le piste ciclabili da Principe a Caricamento «con sei stazioni di bike sharing», e la città digitale, il wi fi nell’aula di consiglio comunale, le iniziative per la cultura, il filone-giovani e il filone-Mediterraneo... Basta così. E una onorificenza speciale a chi è arrivato in fondo.