Professoressa violentava due alunne insieme con il marito

Milano, le vittime erano ex allieve dell’insegnante. Gli abusi durante le ripetizioni dopo l’orario scolastico. Arrestata la coppia

Paola Fucilieri

da Milano

All’inizio era solo la sua insegnante di matematica, alle scuole medie, in una località dell’hinterland, una decina di chilometri a sud di Milano. Poi, quando le morirono entrambi i nonni a breve distanza l’uno dall’altro, e lei - una ragazzina di 12 anni - ne soffrì visibilmente, l’insegnante si propose come amica, offrendo la classica spalla su cui piangere a quella studentessa-bambina rivelatasi, nel dolore di quella perdita, molto vulnerabile. Fu proprio quell’amicizia subdola nata in un momento di difficoltà emotiva ed estesasi anche alla sua mamma - di cui la prof godeva ormai la piena fiducia - a coinvolgere lentamente la studentessa in un rapporto strettissimo con la donna. Una storia fatta di ripetizioni di matematica a casa e affettuosi consigli, trasformatasi poi in qualcosa di molto più torbido e, via via, raccapricciante, cioè una lunga serie di veri e propri abusi sessuali. Violenze che sono andate avanti per circa due anni da parte dell’insegnante e del suo compagno-convivente e che hanno coinvolto, ma solo per breve tempo, anche un’altra coetanea e amica della studentessa.
Per il momento sono agli arresti domiciliari nella loro abitazione milanese con l’accusa di violenza sessuale ripetuta su minori un’insegnante di matematica di 51 anni e il suo compagno, un imprenditore sessantatreenne, con interessi all’estero e in Africa, molto fiero della sua «cultura» e dei suoi «numerosi libri» com’è emerso dalle rivelazioni della studentessa. Che, proprio da quest’uomo non aveva esitato a portare, alle lezioni di grammatica che lui sosteneva di poter fornire, anche una sua coetanea, diventata in breve vittima (anche se per breve tempo) delle attenzioni sessuali dell’imprenditore.
Il pm Fabio Roia non ha ancora interrogato gli accusati, ma le perquisizioni degli investigatori della squadra mobile nell’abitazione della coppia e i racconti della ragazzina - decisasi a svelare tutto ai genitori solo l’anno scorso, quando, ormai quattordicenne, si era iscritta a un istituto superiore cittadino - lasciano, purtroppo, pochissimi margini anche all’immaginazione più traviata. In particolare gli attrezzi sadomaso trovati a casa dei due hanno convinto il magistrato a chiedere che venisse disposta la misura cautelare. «Quella donna (l’insegnante, ndr) non doveva assolutamente iniziare l’anno scolastico» ci ha detto Roia.
Secondo quanto emerge dalle indagini, infatti, la prof, dopo approcci e avance a scuola, trascinava la ragazzina nelle sue performance sessuali con e senza il compagno, a casa sua ma anche in altre occasioni, comprese anche gite scolastiche. Addirittura, durante l’esame per la licenza di terza media, l’insegnante - sempre in cambio di prestazioni sessuali - promette e consegna alla studentessa la soluzione della prova di matematica. Se avesse preso la licenza media con «ottimo», infatti, i genitori avevano promesso alla figlia che avrebbe potuto andare in viaggio in Kenya, con l’insegnante e il marito. E così è stato: la ragazzina, ottenuto il massimo dei voti all’esame, è partita per l’Africa con i peggiori «compagni di viaggio» che potesse avere, ma che ormai la tenevano completamente in pugno.
Quale sia stato il fatto che ha spinto la studentessa, una volta finite le scuole medie e forse allentato il legame con la sua insegnante, a confessare tutto ai genitori, non si sa di preciso. Quel che è certo è che, solo una volta iscrittasi alle superiori e allontanatasi dalla coppia maledetta, la giovane ha avuto una sorta di risveglio dal torpore raccapricciante nel quale l’avevano coinvolta. Un risveglio brusco, com’era prevedibile. Che ha spinto la sua famiglia ad affidare la ragazza alle cure di uno psichiatra e, nell’impeto del momento, anche a chiedere spiegazioni all’insegnante. Davanti al suo imbarazzante silenzio, i genitori hanno dovuto rendersi conto che nemmeno una virgola dei terribili racconti della figlia era frutto di una sua ipotetica morbosa fantasia. E, a quel punto, non hanno esitato a denunciare il fatto alla polizia, facendo partire le indagini.