Il profeta della Lazio: quanto è bravo Hernanes

Per lui, la parola vacanza è tabù. In nove mesi, da San Paolo-Portoguesa
del 17 gennaio al Bari-Lazio di stasera, non si è mai fermato tranne
che nella settimana di Ferragosto, ma stava preparando le valigie per
sbarcare a Formello

Per lui, la parola vacanza è tabù. In nove mesi, da San Paolo-Portoguesa del 17 gennaio al Bari-Lazio di stasera, non si è mai fermato tranne che nella settimana di Ferragosto, ma stava preparando le valigie per sbarcare a Formello. Anderson Hernanes de Carvalho Andrade Lima, meglio conosciuto come Hernanes, è lo stakanovista per eccellenza: nel 2010 già 50 partite giocate e 11 gol segnati tra Seleçao, campionato Paulista, Brasilerao e Coppa Libertadores, oltre ovviamente alle sei apparizioni con la maglia della Lazio e il rigore realizzato contro il Bologna.
Non si è mai fermato da Natale scorso, eppure il talento di Recife non sembra risentire della stanchezza. Gli assist e le giocate del fuoriclasse brasiliano stanno guidando la squadra di Reja a un primato inatteso. E in terra pugliese, per lui e per il gruppo biancoceleste, ci sarà un vero e proprio esame di maturità. Anche se Hernanes a stare tra i migliori c’è abituato: nel suo palmares compaiono i due titoli vinti con il San Paolo nel 2007 e nel 2008, squadra che quest’anno è arrivata alle semifinali sia del torneo Paulista che della Libertadores, oltre al bronzo olimpico a Pechino con la nazionale brasiliana (indimenticabile il gol da cineteca segnato al Belgio).
Destro naturale, ma in possesso anche di un ottimo sinistro, fisico asciutto (75 chili distribuiti nel metro e ottanta di altezza), ottima visione di gioco, imprevedibilità nel dribbling e grandi capacità di palleggio (riesce a farne anche trenta consecutivi con una benda sugli occhi). Numeri eccezionali per il 25enne di Recife, un po’ Pirlo un po’ Cambiasso, visto che unisce alle doti da incontrista il tocco sopraffino, marchio di fabbrica del futbol brasiliano (non a caso Inter e Milan ci avevano messo gli occhi addosso), votato due anni fa come il miglior Under 23 del mondo soprattutto per il suo dinamismo - caratteristica inconsueta per un «volante» sudamericano -.
Dal Brasile, dove era seguito da un personal trainer che lo ha fatto crescere tecnicamente, si è portato dietro il soprannome di «Profeta». E chi lo ha seguito nel corso dell’ultima settimana, dice che Hernanes si è allenato molto nei tiri da fuori area, perchè spera di sorprendere il portiere del Bari Gillet. «È un calciatore di grande umiltà, si impegna ogni giorno, chiede spiegazioni, è in crescita continua», così Edy Reja che, dopo essersi goduto il primato solitario per 15 giorni, stasera si affiderà ancora alle sue magie, ma muterà assetto alla squadra.
Nella sfida tra «saggi» della panchina (Ventura, allenatore del Bari, ha 62 anni, tre meno di Reja che ha sostituito il collega a Cagliari e a Napoli) la Lazio proporrà uno Zarate esterno offensivo nel nuovo «talentuoso 4-2-3-1», pensato e testato per inibire sul nascere la vivacità dei pugliesi - che l’anno scorso hanno vinto entrambe le sfide con i biancocelesti - sulle corsie esterne.
L’obiettivo è dare all’argentino - finora schierato sempre come seconda punta - vincoli tattici ben precisi (in fase di non possesso palla dovrà lavorare in copertura) e quindi metterlo a disposizione delle esigenze del gruppo. «Lo sta facendo, vedremo se raccoglierà i frutti del lavoro - ha sottolineato il tecnico goriziano -. Se la Lazio ha personalità, adesso è il momento di farla vedere. Fa piacere essere in testa, ma vivo serenamente questa situazione. Niente voli pindarici, dobbiamo restare umili, certo siamo sulla strada giusta per arrivare in Europa».
MDD