La profezia di Brunetta: Mezzogiorno leader del «nuovo Mediterraneo»

Un ministro venuto dal Nord lancia la sua profezia per il Sud. Il ministro è il veneziano Renato Brunetta, e la sua visione per il Meridione è stata affidata al volume appena mandato alle stampe Sud. Un sogno possibile (casa editrice Donzelli, 200 pagine, 16 euro). Un sogno che il ministro per la Pubblica amministrazione definisce «possibile» perché ora più che mai ci sono le premesse storiche, economiche e sociali per la fuoriuscita del Mezzogiorno dal tunnel: perché la crisi è quasi finita e perché nella geografia politica si sta formando una nuova importante macro area, quella mediterranea, che comprenderà i Paesi del vecchio continente come tutti quelli che dall’Africa e dall’Asia minore si affacciano su questo mare.
Nel libro, diviso in due parti, il ministro-autore traccia una sorta di ministoria dei mali del Meridione per poi avviare la sua personale analisi della situazione, proponendo le cure. Banda larga per accelerare e facilitare il flusso della comunicazione telematica e un riordino del sistema universitario sono le ricette per risolvere i problemi più urgenti. In particolare, in quest’ultimo caso gli sforzi devono rendere più competitivo un apparato dal quale i docenti fuggono appena possono e gli studenti si sobbarcano chilometri pur di acquisire altrove un titolo più prestigioso e spendibile. Il Sud, insomma, deve ricominciare a sfornare i suoi talenti affinché a loro volta questi possano allevare una futura classe dirigente di spessore. Poi vengono i trasporti e i mali più incancreniti: la delinquenza comune e la mafia nelle sue mille accezioni locali. Secondo Brunetta ora la sfida è possibile proprio perché dalla crisi si uscirà con la nascita della grande area mediterranea, della quale il Mezzogiorno italiano è destinato a diventare leader per la sua strategica collocazione geografica, che potrebbe garantirgli uno sviluppo importante e fargli trovare uno specifico sfogo sui mercati internazionali.