Con «Profilo d’Arte» protagonisti sono i nuovi talenti

Non c’è solo ingegneria finanziaria e consulenza su misura tra gli atout di Banca Profilo che tra pochi mesi ripeterà, potenziandolo, «Profilo d’Arte». Si tratta della seconda edizione del concorso pittorico che lo scorso anno ha coinvolto 30 giovani artisti emergenti con 60 opere esposte, frutto di una rigida selezione operata da un apposito Comitato di esperti.
Visto il successo riscontrato, la boutique finanziaria presieduta da Sandro Capotosti ha deciso di puntare ancora una volta sui nuovi talenti, non solo nella veste di «mecenate» ma anche di market maker, ovvero assumendo un ruolo più deciso anche in ambito commerciale. Nella convinzione che questo tipo di arte rappresenti un’ulteriore possibilità di investimento sia per Banca Profilo sia per i propri clienti, secondo quel concetto di club deal, di «gioco di squadra» che un banchiere attento come Capotosti ha sempre voluto imprimere all’azione del gruppo.
«Offrire un sostegno concreto al talento giovanile e confermare la nostra sensibilità verso la valorizzazione dell’arte e del suo commercio - ricorda Capotosti - sono gli obiettivi primari che ci siamo posti nel progettare e realizzare questa iniziativa». Lo scorso anno erano state oltre 520 le opere pervenute a Banca Profilo da tutta Italia coinvolgendo più di 260 pittori. Profilo, aveva riscontrato un «interesse superiore alle attese verso l’acquisto delle opere da parte sia degli ospiti qualificati sia del pubblico», prosegue Capotosti che nel 2006 anno aveva voluto una giuria di accademici ed economisti. Nella quale, oltre al vice presidente di Banca Profilo, Marco Manara, sedevano Fernando De Filippi (direttore Accademia Belle Arti di Brera), Alberto Ghinzani (direttore Artistico Museo della Permanente), il critico d’arte Maria Mancini e il senatore ed economista Giampiero Cantoni.