Profitti alle stelle per Google Apple: è il weekend di iPhone

La new economy è arrivata ma, a differenza di quanto era lecito pensare, a trarre i massimi benefici non sono state le aziende di tlc. Con buona pace di Franco Bernabè, presidente di Telecom, e dei suoi colleghi europei, Google continua la sua corsa con utili e ricavi oltre le attese. Il motore di ricerca più usato del mondo, che sfreccia con i suoi siti e servizi sulle «autostrade» (reti a banda larga) di tutte le Telecom del mondo, lascia a queste ultime solo le briciole. Internet ha fatto il miracolo. Ma solo per pochi. Nel cerchio magico oltre a Google c’è Apple. La società di Cupertino, vedova del fondatore Steve Jobs, conta nel weekend di stracciare ogni record vendendo oltre 4milioni di pezzi del nuovo iPhone 4S. Un successo hardware, di prodotto, che però non esisterebbe senza le mille applicazioni che il telefono intelligente trova in rete. Si pensi che ieri in Borsa, la somma della capitalizzazione di Google (127 miliardi, in euro) e di Apple (268) superava quella dell’intero listino italiano (378 miliardi). Internet è diventato dunque «la piazza virtuale» del commercio e dei servizi: la prova sono i numeri. Il motore di ricerca, con quota di mercato bulgara del 65% (la seconda, Yahoo!, ha solo il 15,5% e la terza Microsoft il 14%), ha dragato l’82% della spesa pubblicitaria online di tutto il nord America. Il risultato è che l’azienda di Mountain View (ieri in Borsa +6%), negli ultimi tre mesi ha fatturato 9,72 miliardi di dollari con un utile netto a 2,73 miliardi, in crescita del 26%. Certo Google, che ha 31 mila dipendenti di cui 2mila neo assunti, non dorme. Vuole fare un negozio di musica online tipo iTunes e ha ampliato le lingue del sistema che permette di tradurre una conversazione dal cinese (o da altre lingue) ora anche in italiano. Ovviamente si tratta di un’applicazione per Android, il sistema operativo per smartphone e tablet di Google che guida la classifica del settore (con il 43% del mercato e 190 milioni di utenti) inseguito dallo iOs di Apple dedicato ad iPhone e iPad. Google si attende grande sviluppo della pubblicità su smartphone e tablet che l’ad, nonchè fondatore, Larry Page, ha quantificato il 2,5 miliardi di dollari all’anno. Per questo la società non ha esitato a spendere 12,5 miliardi per Motorola Mobile per acquisire le licenze necessarie per Android.
Anche gli operatori di tlc si stanno attrezzando, stanchi di veder sfrecciare sulle loro reti pubblicità e utili che non riescono ad afferrare. Pur provati dai debiti (mentre Google ha 42 miliardi di dollari in cassa) non hanno esitato a mettere sul piatto oltre 4 miliardi per aggiudicarsi le frequenze per le reti mobili ultraveloci. E qualcuno già scommette che l’Lte, telefonia mobile di quarta generazione, sarà venduta a caro prezzo. Il trend è comunque inarrestabile e anche in Italia la pubblicità online cresce. Secondo i dati presentati allo Iab Forum appena concluso, la raccolta nel 2011 sfiorerà 1,2 miliardi e l’online ad nel 2012 sarà al secondo posto dopo la tv, superando così la carta stampata.