PROFONDO ROSSO L’horror ha le note del rock

Il teatro può far paura. E ne può fare tanta, quasi quanto il cinema. Per dimostrare questa tesi, solo apparentemente ardita, ci si mettono di impegno i realizzatori di Profondo Rosso, il musical diretto da Marco Calindri in arrivo da questa sera all'11 maggio al Teatro Smeraldo. Il titolo dice tutto: l'omaggio va al capolavoro del brivido, il film-manifesto che ha reso Dario Argento un nome riverito nel mondo tra i cultori del terrore. Dopodiché, vengono le spiegazioni del protagonista della pièce Michel Altieri e dell'autore, Marco Daverio: in bilico tra aneddotica e storia del teatro, entrambi puntellano la tesi per confermare che, sì, teatro può far rima con suspense e orrore.
«La prima volta che Argento si è presentato alle prove dello spettacolo - spiega Altieri - non è entrato dalla platea, come fanno tutti. Ha preferito passare da dietro le quinte ed è apparso, di colpo, immobile sotto un fascio di luce a pioggia. Praticamente, uno spettro. Ai ballerini è venuto un colpo». Tanto più che Dario Argento non ha certo un aspetto rassicurante, questo è assodato quanto l'effetto che può dare un pugnale nella schiena.
Marco Daverio, autore del libretto di Profondo Rosso (le musiche sono di Claudio Simonetti, che al leggendario motivo originale ha saputo aggiungere diversi brani inediti) ricorda invece che fu proprio il teatro a distillare paura molto prima del cinema, senza smettere di farlo fino agli anni Sessanta. «Era il teatro sanguinario ed eccessivo del Grand Guignol - spiega - un genere fatto di morti spettacolari e riproduzioni di atti criminosi celebri, che in Francia ha goduto di un incessante successo. Lo stesso Argento, quando era a Parigi, andava a vederlo con la moglie Daria Nicolodi».
Profondo Rosso è dunque tradizione e capacità di osare: «Sì, perché un pizzico di temerarietà ci vuole - prosegue Daverio - lo show attirerà molti fan del film, ma deve essere chiaro che il musical è un'altra cosa. Ci sono coreografie di ballo, una scenografia drammatica, una reinterpretazione in chiave da tragedia greca con tanto di coro, e un tocco di esoterismo in più rispetto all'originale. Le vittime del killer torneranno in scena, la presenza degli spiriti sarà importante. Dunque deve esserci da parte del pubblico la consapevolezza di assistere a qualcosa di diverso da una mera riproduzione della storia originaria. Difatti, l'intera vicenda, sin dal primo omicidio, si svolge in un teatro».
Lo stesso protagonista della storia - ambientata nel contemporaneo e non negli anni '70 - si trasforma da musicista jazz a cantante rock. E proprio il rock, con colorazioni techno e qualche concessione alla lirica, sarà protagonista attraverso lo spartito di Simonetti, autore di quella melodia che, ancora oggi, fa gelare il sangue nelle vene del pubblico. Quanto ad Argento, lo specialista del brivido ha seguito lo sviluppo del musical sin dai primi passi: «Già tre anni fa - rivela Daverio - Dario ha cominciato ad offrire consigli, e ha persino opposto qualche no ad alcune nostre idee. Ci ha anche detto che per anni ha ricevuto proposte di realizzare un remake del suo film, ma che si è sempre rifiutato per non tradirlo. Oggi dice di essere felice per questa trasposizione». Il musical è già stato considerato appetibile all'estero: dovrebbe infatti raggiungere la Francia il prossimo febbraio.
Profondo Rosso
Al Teatro Smeraldo
Da questa sera all'11 maggio
Info: 02.29006767