Profondo «rosso» a Perugia: Voragine nei conti comunali

da Perugia

Nei bar di Perugia, per non parlare di Palazzo dei Priori, il municipio, dove da settimane l’aria è pesantissima, il nuovo gioco è: «Questa mattina annuncia le dimissioni». E così da 15 giorni. Renato Locchi, il sindaco ds, per ora tiene duro. Con il risultato che lo scandalo economico-finanziario che sta travolgendo l’amministrazione - fiore all’occhiello, in una regione rossa che è un concentrato di potere dalemiano soprattutto, si allarga sempre più. Casse comunali a secco: a dicembre dicono che si è rischiato di non pagare le tredicesime. Fino a 15 giorni fa Locchi era ritenuto l’«uomo forte» dei Democratici di sinistra, già assessore regionale alla sanità, al secondo mandato di sindaco con percentuali di consenso bulgare, indicato come l’erede di Maria Rita Lorenzetti, la governatora diessina dal pugno di ferro. La quale non dice una parola.
L’ipotesi di elezioni anticipate diventa sempre più realistica. Rifondazione marca le distanze: «Il buco è molto più grande di quanto dichiarato ufficialmente» ha denunciato, «bisogna fare chiarezza». La sinistra radicale ha chiesto le dimissioni di cinque assessori. «Uno stato di confusione generale» attacca Francesco Calabrese (Udc): «Meglio commissariare il Comune e votare a maggio». «La cosa grave» commenta Giorgio Corrado, consigliere di An e presidente della commissione di garanzia, che ha innescato l’inchiesta della Corte dei conti, «è che a settembre con una serie di artifici contabili hanno ridotto ufficialmente al minimo il deficit per evitare il commissario ad acta o lo scioglimento del consiglio comunale». Eventualità che buttata dalla finestra rientra ora dalla porta spinta dalle indagini giudiziarie.
Due le inchieste in corso sul macroscopico buco di bilancio. Una del sostituto procuratore della Corte dei conti, Massimiliano Minerva, concentrata sui «profili di gravi irregolarità contabili» rilevati dall’ispettore inviato dal ministero dell’Economia, Luciano Cimbolini, dopo la denuncia presentata da tutti i capigruppo della Casa delle libertà. L’altra del sostituto procuratore della Repubblica, Sergio Sottani, punta ai reati di falso in atto pubblico, abuso d’ufficio, omissione di atti, sulla base di documenti già acquisiti (il rapporto Cimbolini, un intervento a novembre della Corte dei conti-Sezione di controllo, tre interrogazioni parlamentari del deputato Maurizio Ronconi). Nei giorni scorsi sono stati inviati avvisi di garanzia a due dirigenti comunali.
Il problema dei conti dissestati e di una certa disinvoltura finanziaria sta emergendo in modo preoccupante in Umbria. A Terni sindaco e giunta di sinistra sono nei guai: sempre la Corte dei conti li accusa di aver utilizzato ben 30 milioni in euro di Boc, i buoni ordinari comunali, per la spesa corrente anziché per gli investimenti come prevedono tassativamente le norme.
Ma è a Perugia che le conseguenze politiche possono essere più rilevanti. E la gente è imbufalita dalle misure per cercare di coprire le falle: dal diluvio di multe ai semafori all’aumento dell’addizionale Irpef previsto nell’ordine del 50-60%.