Profondo rosso sulle Borse Ue A Piazza Affari indici in tilt: -5%

Il Vecchio Continente affonda: Londra cede il 3,43%,
Francoforte il 3,4% e Parigi il 3,9%. A picco pure Madrid. Dopo un'apertura in rialzo, piazza Affari ha continuato a perdere terreno per tutta la
mattinata. Una forte corrente di vendite ha fatto sprofondare l’indice Ftse Mib (-3,1%) che nel pomeriggio è riuscito a dimezzare le perdite. L'apertura in ribasso di Wall Street, che a metà seduta ha un calo di oltre il 2%. In chiusura undici titoli in asta di volatilità e indici in tilt. L'Ftse Mib chiude con rosso del 5,16%. Berlusconi rassicura gli italiani: "Non spaventatevi, la Borsa ha una sua vita a parte che è scostata
dala realtà"

Milano - Giornata di passione a Piazza Affari. Gli indici prima salgono e poi scendono come su un ottovolante. Un'altalena continua. Da +1,5% a -3,2%, poi ancora su e giù di nuovo. Grafici frenetici, nervi tesi. Milano segue il trend (negativo) di tutte le piazze finanziarie del Vecchio Continente che, in questo giovedì nero, arrivano a perdere tutte quante oltre il 3%. Dopo un'apertura in netto rialzo, gli indici milanesi hanno continuato a perdere terreno per tutta la mattinata finché è arrivata una nuova forte corrente di vendite che hanno abbattuto l'indice Ftse Mib a -3,2%. Poi, nel primo pomeriggio, l'indice è riuscito a dimezzare letteralmente le perdite e a portarsi a -1,3%. Un recupero che è durato poco: l'apertura in ribasso di Wall Street ha infatti abbattuto nuovamente i listini che non sono stati più calcolati nei minuti che precedevano la chiusura per probabili ragioni tecniche. Ad ogni modo, il Ftse Mib, sospeso negli ultimi 25 minuti di contrattazioni per problemi tecnici, ha segnato un -5,16% a 16.128 punti. È la peggior chiusura da maggio 2010.

Gli indici dei mercati vanno in tilt Gli indici di Borsa di diverse piazze europee sono andati in tilt in una delle peggiori sedute possibili. Oggi si sono verificati problemi sia con il Footsie-Mib a Milano, sia alle Borse controllate del circuito Nyse-Euronext, tra cui la piazza di Parigi. Dalle 16 e 28 di oggi i dati sugli di riferimento non sono disponibili per Parigi, Lisbona, Bruxelles e Amsterdam, secondo quanto riferito dalla stessa società che gestisce le Borse. Nel frattempo Borsa Italiana ha riferito di problemi sui dati relativi all’indice Footsie-Mib, sul quale per oggi sono state sospese le comunicazioni e che in precedenza segnava una caduta del 3,23 per cento. Quella odierna è stata un’altra seduta di pesanti crolli e di alta tensione, anche sui titoli di Stato. A dispetto degli interventi della Bce, che avevano portato ad apparenti attenuazioni delle tensioni sui Btp dell’Italia, nel pomeriggio si sono riaccese pressioni e aumenti dei rendimenti, che hanno fatto riallargare a valori da record il differenziale (spread) rispetto ai Bund. Intanto la Borsa di Londra ha chiuso in caduta del 3,48 per cento. La Borsa di Parigi ha chiuso in pesante calo con l’indice Cac 40 in ribasso del 3,9% a 3.320,35 punti. Si tratta del livello più basso da luglio 2009. Anche la Borsa di Madrid va a picco cedendo quasi il 4%.

Piazza Affari maglia nera d'Europa Terremoto in chiusura di borsa per il listino milanese. A fine giornata i derivati sull’indice Ftse Mib hanno chiuso con un calo del 5,01%. Intesa Sanpaolo ha indossato la maglia nera, con un calo del 10,35%, poco dietro a Fiat (-10,03%) e Unicredit (-9,33%). Forte tensione anche su Fiat Industrial (-9,15%), Pirelli (-6,53%) ed Exor (-4,9%), mentre Italcementi (+1,26%) è stato l’unico titolo del paniere di riferimento a muoversi in controtendenza è stato Italcementi (+1,26%). Per arginare il precipizio dei mercati europei guidato da Italia e Spagna la Banca centrale europea ha preso due misure eccezionali: l’acquisto di titoli di Stato sul mercato secondario e un’iniezione extra di liquidità per le banche europee per cui il 9 agosto verrà lanciato un prestito che scadrà l’11 marzo 2012.

Crolla anche Wall Street E non va meglio nemmeno a Wall Street, dove i cali degli indici sono a loro volta arrivati a toccare il 3%. Nel pomeriggio il Dow Jones frana del 2,33%, il Nasdaq del 2,68% e lo S&P 500 del 2,44%. Da giorni a pesare sui mercati è il crescente timore che la ripresa nei paesi avanzati stia per arrestarsi, sfociando in una stagnazione se non addirittura in una nuova fase di recessione che riserverebbe incognite inquietanti. E tra i rischi che derivano dall’indebolimento dell’economia vi sono quelli legati ai conti pubblici, perché meno crescita economica significa meno entrate fiscali, proprio ora che sono così necessarie a sostenere i piani di risanamento dei conti pubblici.  

Le Borse come orologi rotti "La Borsa ha sua vita a parte, scostata dala realtà", ha sottolineato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi facendo notare che "solo i mezzi di comunicazione hanno messo in connessione il mio intervento in Aula con l’andamento dei mercati". "I mercato agiscono per ragooni proprie distanze dalla politica", ha continua il premier raccontando di aver avuto un padre che "aveva una grande esperienza in Borsa". Berlusconi è tornato a parlare dell’intervento pronunciato ieri alle Camere: "L’invito era rivolto non alle Borse ma ai cittadini: non fatevi spaventare se avete dei titoli non li vendete. Se avessi risparmi da parte investirei prepotentemente".

Troppe divisioni in Europa "Le tensioni sui mercati finanziari sono dovute alla carenza di credibilità dell’Unione europea, che affronta i problemi con troppe divisioni e discussioni", ha affermato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, secondo cui "quello che sta succedendo dipende dalla credibilità della struttura europea". "Se riusciamo a costruire in Europa una struttura credibile si può superare questa fase, raccogliere capitali e attrarre investimenti - ha sottolineato il titolare del dicastero di via XX Settembre - diversamente se continua un processo di discussioni e divisioni come per la Grecia, allora abbiamo i fatti che stiamo osservando". "In questo momento - ha aggiunto il ministro nella conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo l’incontro con le parti sociali - il 50% del pil europeo è sopra le soglie critiche degli spread, a vari livelli. Questo indica che c’è davvero un problema di credibilità. I contatti continuano - ha concluso - e vorremmo che questa fase debba e possa essere superata".

Le preoccupazioni della Bce Date le tensioni "particolarmente alte" sui mercati il consiglio direttivo della Bce ha deciso "un’operazione supplementare di liquidità". Il presidente della Bce Jean-Claude Trichet è tornato a lanciare un grave allarme spiegando che "l’incertezza è particolarmente alta" e la crescita economica dell’area euro è in "decelerazione". Insomma, gli attuali rischi al ribasso per lo scenario macroeconomico dell’area euro potrebbero intensificarsi. Per questo, è l'ammonimento di Trichet, è importante che "vi sia un rinnovato impegno di tutti i capi di governo e di Stato europei ad aderire strettamente ai target fiscali" e ove necessario ad adottare "ulteriori misure fiscali più ravvicinate". "Anche per l’Italia, come gli altri Paesi dell’area euro, le riforme strutturali sono necessarie, e in particolare occorre anticipare i tempi del risanamento fiscale", ha detto il presidente della Banca centrale europea sottolineando che "tutti i Paesi stanno anticipando la situazione, è vero anche per l’Italia" dove "le risorse umane, per così dire, sono così buone e l’imprenditorialità così evidente".