Profughi in aula Il presidente: consiglio all’oscuro

«Ho saputo tutto a cose fatte. La situazione era di assoluta emergenza, con i rifugiati al freddo senza un posto per dormire. Ho detto e ribadisco che, forse, sarebbe stato più opportuno utilizzare una sede meno istituzionale». È critico verso la sua maggioranza Vincenzo Ortolina, presidente del consiglio provinciale, per la decisione di ospitare i profughi a Palazzo Isimbardi il 28 dicembre. Intanto restano nella sede della protezione di civile di Castel S. Pietro, al confine tra Svizzera e Italia, i 57 rifugiati sudanesi, che ieri hanno sospeso lo sciopero della fame. «Non abbiamo nessuna giurisdizione ora che sono usciti da Milano - dice Tiziana Maiolo, assessore ai Servizi sociali -. Se torneranno indietro andranno in viale Ortles».