Profughi ospiti fra topi e blatte Chiuso il centro da un milione

Maria Sorbi

Topi e scarafaggi tra i letti, sporcizia assoluta nei bagni e un livello igienico inesistente nella gestione dei pasti e nella conservazione del cibo. Il sopralluogo dei tecnici dell'Ats è stato pesantissimo e i sigilli al centro di accoglienza di via Balduccio da Pisa sono scattati immediatamente. Il tempo di completare la relazione sull'ispezione effettuata e di spedirla alla prefettura. I 101 ospiti del centro, tra i quali per il momento non sono stati verificati casi di scabbia, sono stati divisi in piccoli gruppi e «spalmati» fra gli altri centri di accoglienza presenti in città. «Il prefetto ha disposto la chiusura del centro temporaneamente gestito in prorogatio dalla Società Inopera cooperativa sociale nelle more del perfezionamento dell'affidamento a Sinergy Società Cooperativa» si legge nella lapidaria comunicazione della prefettura. Oltre a seri problemi igienici, sembra ci siamo stati parecchi problemi con la cooperativa responsabile della struttura e a cui la prefettura, tramite bando, aveva affidato la gestione del centro. Un centro chiacchierato e nel mirino delle polemiche già da tempo. A giugno l'assessore lombardo alla Sicurezza Simona Bordonali aveva denunciato i costi alle stelle per tenere aperta la struttura: «Costa oltre un milione di euro l'anno mantenere gli 89 immigrati ospitati nel centro di prima accoglienza». Gli immigrati ora sono diventati un centinaio e vivono in condizioni pessime, ospitati peggio che in una stalla.

La struttura di via Balduccio da Pisa, non lontano dal dormitorio di via Ortles, è uno dei centri di accoglienza più grandi della città. Nello stesso stabile che fino a ieri accoglieva i profughi, ci sono anche una tipografia di stampa digitale, una società di giochi, un assembramento di filippini a cui qualcuno ha affittato un appartamento all'ultimo piano, ma dove non esiste nemmeno la scala antincendio.