Profughi, Provincia e Comune si «organizzano»

L’assessore Manca: «Sempre disponibili gli alloggi a Busto, Gallarate e Legnano»

Roberto Bonizzi

«Se la Provincia smette di avanzare diritti di primogenitura e di strumentalizzare i rifugiati per fini politici, ben venga la collaborazione». L’assessore alla Sicurezza del Comune Guido Manca saluta con favore l’offerta decisa ieri dalla giunta Penati in una riunione straordinaria. ««Per garantire una prima accoglienza - spiega l’assessore provinciale all’Istruzione, Giansandro Barzaghi - abbiamo messo a disposizione anche i 60 posti dell’ex convitto di viale Piceno». Soddisfazione da parte dell’assessore ai Servizi sociali di Palazzo Marino, Tiziana Maiolo: «L’offerta della Provincia va benissimo. In viale Piceno i rifugiati possono trasferirsi anche subito. Siamo sempre aperti a proposte migliorative».
Ufficializzato ieri dal Comune anche il trasferimento, dal 16 gennaio, degli eritrei ospitati in via Pucci nell’ex asilo di viale Fulvio Testi. Un’altra risposta dell’amministrazione al disagio espresso dagli immigrati che si lamentano della sistemazione nei container. «E non dimentichiamo - prosegue Manca - la disponibilità per 80 persone degli alloggi a Legnano, Gallarate e Busto Arsizio». Sembra avviarsi a una soluzione il caso dei rifugiati che saranno avviati all’integrazione. «Dovranno sottoscrivere un documento - spiega Maiolo -. In cui si impegnano seriamente a frequentare i corsi di italiano, di formazione e di avviamento al lavoro. Ho sentito spesso parlare di casa. I profughi la potranno cercare autonomamente una volta che avranno un’occupazione, al termine del percorso di integrazione sociale della durata di sei mesi». Palazzo Marino offre chiarezza anche sui tempi: «Già da lunedì siamo pronti a iniziare con corsi e formazione, attendiamo la disponibilità dei singoli».
Da Palazzo Isimbardi arriva anche la rinuncia al comodato d’uso sulla scuola di via Saponaro «mettendola a disposizione di Prefettura e Comune - aggiunge Barzaghi -. È la dimostrazione della volontà di collaborazione tra istituzioni affinché Palazzo Marino utilizzi da subito la scuola come centro di prima accoglienza per i rifugiati di via Lecco fornendo una soluzione dignitosa, diversa dai container». «Non credo che potrà essere utilizzata - commenta Maiolo -. Ma sarà contento l’assessore Bruno Simini che ha così una struttura in più a disposizione».
Per il futuro la Provincia si impegna anche per «la realizzazione di un centro di accoglienza permanente nell’area ex Antonini di Limbiate». Caustico il commento di Bruno Dapei, capogruppo provinciale di Forza Italia: «Speriamo non finisca come con il villaggio solidale per i Rom. La Provincia deve programmare per tempo e smetterla di intervenire in modo propagandistico sui problemi quando sono sotto i riflettori mediatici. Serviva una giunta straordinaria il 5 gennaio? Il problema era noto da mesi e a dicembre molte commissioni non hanno lavorato. Non è così che si affronta l’emergenza».